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giovedì, novembre 22, 2007
giovedì, settembre 20, 2007
Chacarera al Catania Tango Festival 2007
Pedro Benavente "EL INDIO" y Sofia SABORIDO
Pablo OJEDA y Beatriz ROMERO
Walter CARDOZO y Margarita KLURFAN
Javier ANTAR y Maria TRUBBA
Insieme al Catania tango festival durante l'ultima serata
Categoria:
CTF2007,
Javier Antar,
Margharita Klurfan,
Maria Trubba,
Pablo y Beatriz,
Pedro Benavente,
Saborido,
Video,
Walter Cardozo
mercoledì, settembre 12, 2007
Javier Antar y Maria Trubba
Seconda esibizione di Javier Antar y Maria Trubba al Catania Tango festival 07
Lido azzurro
13 agosto 07
domenica, settembre 09, 2007
Pedro Benavente "EL INDIO" y Sofia SABORIDO
Seconda esibizione al Catania Tango Festival di Pedro Benavente "EL INDIO" y Sofia SABORIDO
Lido azzurro
12 agosto 2007
Categoria:
CTF2007,
Pedro Benavente,
Saborido,
Video
venerdì, settembre 07, 2007
Javier Antar y Maria Trubba
Prima esibizione di Javier Antar y Maria Trubba al Catania tango festival
Lido azzurro
13 Agosto 2007
mercoledì, settembre 05, 2007
Pablo Ojeda y Beatriz Romero
Seconda esibizione di Pablo y Beatriz al Catania Tango festival 2007
13 Agosto 07 - Lido azzurro
more info e video
venerdì, agosto 31, 2007
Pedro Benavente "EL INDIO" y Sofia SABORIDO
Prima esibizione al Catania Tango Festival di Pedro Benavente "EL INDIO" y Sofia SABORIDO
Lido azzurro
12 agosto 2007
giovedì, agosto 30, 2007
Walter Cardozo y Margherita Klurfan
Terza esibizione di Walter CARDOZO y Margarita KLURFAN al Catania Tango festival 2007
15 Agosto 07 - Lido azzurro
Categoria:
CTF2007,
Margharita Klurfan,
Video,
Walter Cardozo
martedì, agosto 28, 2007
Pablo Ojeda y Beatriz Romero
Prima esibizione di Pablo y Beatriz al Catania Tango festival 2007
13 Agosto 07 - Lido azzurro
domenica, agosto 26, 2007
Javier Antar y Maria Trubba - El violin de Becho
Quarta esibizione di Javier e Maria al Catania Tango festival
15 agosto 2007
music:
"El violin de Becho" di Alfredo Zitarrosa
| Becho toca el violin en la orquesta cara de chiquilin sin maestra y la orquesta no sirve no tiene más que un solo violin que le duele Por que a becho le duelen violines que son como su amor chiquilines becho quiere un violin que sea hombre que al dolor y al amor no los nombre Becho tiene un violin que no ama pero siente que el violin lo llama por las noches como arrepentido vuelve a amar ese triste sonido Mariposa marron de madera niño violin que se desespera cuando becho lo toca y se calma queda el violin sonando en su alma Porque a becho le duelen violines que son como su amor chiquilines becho quiere un violin que sea hombre que al dolor y al amor no los nombre Vida y muerte violin padre y madre canta el violin y becho es el aire ya no puede tocar en la orquesta porque amar y cantar eso cuesta | Becho suona il violino nell’orchestra, faccia di bimbetto senza maestra, e la orchestra non serve, non ha più che un solo violino che le duole. Perché a Becho dispiacciono violini che sono come il suo amore, bimbetti. Becho vuole un violino che sia uomo, che il dolore e l’amore non li nomini. Becho ha un violino che non ama, però sente che il violino lo chiama, nelle notti, come pentito, torna ad amare quel triste suono. Farfalla marrone di legno, bimbo, violino che si dispera. Quando Becho lo suona e si calma, resta il violino, suonando nella sua anima. Perché a Becho dispiacciono violini che sono come il suo amore, bimbetti. Becho vuole un violino che sia uomo, che il dolore e l’amore non li nomini. Vita e morte, violino, padre e madre, canta il violino, e Becho è l’aria (melodia) ormai non può suonare nell’orchestra, perché amare e cantare, quello costa. |
Categoria:
CTF2007,
Javier Antar,
Lyrics,
Maria Trubba,
Tango Music,
Video
sabato, agosto 25, 2007
Esibizione "Javier Antar y Maria Trubba" al CTF 2007
Javier Antar y Maria Trubba (http://www.javierymaria.com/), si esibiscono durante il Catania Tango Festival 2007, presso il lido Azzurro.
Giannicola
Giannicola
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CTF2007,
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Javier Antar,
Maria Trubba
giovedì, agosto 23, 2007
mercoledì, agosto 22, 2007
Félix Picherna al Catania Tango Festival 2007
Voglio dedicare questo post a Félix Picherna “Il musicalizador”..
una leggenda vivente nel mondo del tango e delle storiche milonghe argentine, oramai presenza fissa al CataniaTangoFestival, ci ha regalato l’atmosfera di Buenos Aires con le sue tandas y cortinas, ma soprattutto con le sue dettagliate ed enfatizzanti descrizioni dei brani eseguiti durante le magiche milonghe etnee.
Tratto da “Intervista a Félix Picherna” di Miguel Angel García
Siamo seduti ad un tavolino d'angolo a qualche distanza dalla pista, dove persiste, nonostante l'ora tarda, la milonga bolognese dell'associazione argentina. Félix si tira indietro nella sedia e beve un sorbetto di vino. "Lasciami respirare un po', Miguel, e poi ti rispondo". Chiude gli occhi un istante, e riappare il sorriso allegro. Una boccata di fumo e comincia a parlare....
- Non sono nato a Buenos Aires, ma sono più porteño di molti. Avevo quattro anni quando i miei genitori mi portarono da Arrecifes (piccola città della provincia).
Siamo andati a vivere nella via Cerrito, quasi di fronte al teatro Colón, a trecento metri dall'obelisco. Oggi devi immaginarlo quel quartiere, che era di caseggiati malridotti nei quali vivevano centinaia di famiglie. Hanno buttato tutto giù per fare l'ampliamento della Nueve de Julio, quella che le dicono la più larga del mondo.
- Com'è stata la tua infanzia?
- La mia era una famiglia povera. A sette anni mi guadagnavo da vivere distribuendo giornali e riviste nei caseggiati vicini. Molti erano in demolizione; allora, con un gruppetto di amici della mia età ci siamo messi a recuperare piombo e rame dalle montagne di rovine. Ricordo che con i soldi che abbiamo presi, abbiamo comprato scarpe da tennis nuove e un pallone di gomma nera. Avevo otto anni quando conobbi la maledetta sigaretta, ricordo le marche, Tecla, Columbia, Barrilete, Brasil, Gavilán...
Bada bene, io non ero un bambino della strada. Ho fatto le elementari nella scuola Presidente Roca, nella via Tucumán angolo Libertad. Ho avuto la fortuna di essere scelto come il migliore compagno nel terzo e quarto anno, e come premio mi hanno inviato in colonia a Mar del Plata, t'immagini che allegria…
- Non credo che fosse semplice fortuna; già allora eri popolare tra i tuoi compagni di scuola per la tua simpatia, o sbaglio?
- Sì, devo dire che ero un ragazzino molto vivace e curioso. Mi ricordo l'attrazione che sentivo per la via Corrientes, con i suoi caffè, teatri, milongas. Ero ancora un bambino quando conobbi tanti Grandi: Miguel Caló, Firpo, De Caro, Charlo, Alberto Gómez, Scarpino, Caldarella, Di Sarli, Troilo, Eve Bedruni, Fiorentino, Marino, Beniamino Gigli, Miguel de Molina, Pugliese, Canaro ed altri ancora.
- Tanto piccolo ed eri già un appassionato del tango?
- No, è che ho avuto sempre buona memoria, e ricordo tutto. Ma nella mia testa, a quell'età, il posto centrale era occupato dalla 'macchina' di River Plate (nomignolo di una famosa squadra di calcio di Buenos Aires): Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna e Lustou, come vedi ancora ricordo. E anche le formazioni delle altre grandi squadre dell'epoca d'oro del calcio argentino. E i titoli di più di duecento filmati dell'epoca, e i nomi delle sale da cinema della via Lavalle (nota: in cinquecento metri di questa strada di Buenos Aires c'erano più di 150 sale da cinema).
- Qual'è il momento più significativo della tua infanzia?
Ti ho detto che finalmente sloggiarono tutti dalla via Cerrito per l'ampliamento della Nueve de Julio. Il Municipio diede alla nostra famiglia una casa nel quartiere Saavedra. Fu una riga che divise in due la mia vita di bambino, finii la vita di strada del centro, e conobbi invece una quartiere porteño di quelli classici. C'erano due vicini famosi: José María Gatica (che fu campione mondiale di box nella sua categoria) e Goyeneche, che era ancora sconosciuto e lavorava come conducente di un autobus della linea 67. Aveva intorno ai 30 anni, ed era noto nel quartiere perché cantava nei caffè a cappella e con un bicchiere di ginebra in mano.
- Quando ti sei avvicinato al tango?
- Saavedra, Villa Urquiza, Villa Pueyrredón e Villa del Parque erano quartieri che, nonostante la decadenza degli anni 50, mantenevano una tradizione tanguera, nei club e nelle sale da ballo. Ai quattordici anni sono stato assunto come bidello in un Ministero. Distribuivo mate cocido (bevanda argentina simile al the) e cartelle e corrispondenza, anche nella Casa Rosada (palazzo di governo) che era a duecento metri di distanza. Tutte le sere ascoltavo Radio Colonia di Uruguay, da dove Julio Jorge Nelson, detto "la Vedova", faceva da Dio un'ora di dischi di Gardel. Nelson diceva di lui che era "il bronzo che sorride", e spaziava tra le 800 registrazioni che si conservano di "quel che sempre canta meglio". Per un altro bicchiere di vino te le canto tutte…
- Certo che t'invito con un vino, Félix, ma al momento m'interessa di più la tua vita.
- Sicuro che non conosci una perla, il vals "Aromas del Cairo"?
- No, ma ricordo che dicevano "aromas del Cairo" (profumi del Cairo, Egitto) all'odore del Riachuelo (fiume nel sud di Buenos Aires, molto contaminato), e dalle mie parti all'odore del porto di Berisso (porto della città di La Plata), quando arrivavano i carichi di guano dal Peru…
- Continuo con la mia storia. A 16 anni frequentavo già le piste e sale di ballo dei quartieri vicini; è stato allora che mi si è svegliato lo spirito del firulete tanguero, l'amore per il tango ballato.
- Cosa che sarà stata fondamentale quando hai iniziato il tuo lavoro come musicalizzatore…
- È vero; bisogna indovinare quel che gli chiede il corpo al ballerino in ogni momento della notte, e quello con diversi pubblici. Ma è importante anche la memoria: oltre quelli del grande Carlitos che ti ho detto, ho memorizzato titoli, autori e a volte le parole di tutti i tanghi delle grandi orchestre degli anni '30, '40 e '50. Credo di avere intorno ai 4.000 temi nella mia testa.
- Com'è che ti sei messo a fare il musicalizadór?
- Mi piaceva ballare e frequentavo i boliches tangueros. Negli anni 60 le orchestre apparivano sempre meno, e alla fine sparirono. Passare dischi costava meno, e nelle milongas entrava sempre meno denaro. Io avevo bisogno di soldi e selezionare dischi era un lavoretto che mi veniva naturale. Il mio vizio era il gioco, mi sono sempre piaciute le corse di cavalli e i casinò. Nonostante frequentassi ambienti "pesanti", mai mi sono drogato né sono finito in un Commissariato di polizia.
- Ti credo, con l'età che hai sembri un ragazzo. Adesso ti faccio una di quelle domande maledette: quali sono i tuoi tanghi favoriti?
- Sono tanti, fratello! Vediamo, scrivi e fermami quando vuoi:
El flete - D'Arienzo
Comparsa criolla - Tanturi
El taladro - De Angelis
Pablo - Troilo
Inspiración - Troilo, Canaro
Café Domínguez - D'Agostino
Qué te importa si te lloro - Caló
Malena - Demare
El monito - De Caro, Pugliese
La carcajada - Firpo
La Tablada - Donato
Canaro en París - Rodríguez
Tinta verde - Di Sarli
Ninguna - Siro Fernández
La cumparsita - Matos Rodríguez
El Yaguarón - Biagi
Criolla linda - Lomuto
La torcacita - Di Sarli
Tigre viejo - Fresedo
- Fermati, fermati che qui facciamo la mattinata! Per finire, dimmi una cosa di tango che ti piace, o che adoperi quando lavori.
- "Se murió el morocho y allá en la barriada los puntos más bravos maldiciendo están, vos eras el hijo de todas las madres, eras el amigo más bueno y más fiel, qué triste se queda sin vos Buenos Aires, que Dios te bendiga, ¡Carlitos Gardel!"
"È morto il brunetto e là nel quartiere i tizi più duri maledicono il destino. Eri il figlio di tutte le madri, eri l'amico più buono e fedele, che triste rimane senza di te Buenos Aires, Dio ti benedica, Carlitos Gardel!"
Finii piano il mio whisky mentre Félix, sempre in movimento, ordinava le sue interminabili pile di cd e parlava animatamente con Patricio. Ha la stampa del porteño di un tempo, pensai: milonga, corsa dei cavalli, donne e gioco. Più che un musicalizadór, è una corda che unisce il Buenos Aires del passato con questa bella gente di Bologna, Parigi, Amsterdam, Barcellona, Lubeck e Marsiglia. Se io fossi del governo, giuro che lo nominerei ambasciatore della cultura argentina. Ma non sono del governo.
Misi il giaccone, salutai gli amici, e m'indirizzai piano verso casa mia.
Miguel Angel García
Bolonia, febrero de 2001
| From Felix Pichern... |
una leggenda vivente nel mondo del tango e delle storiche milonghe argentine, oramai presenza fissa al CataniaTangoFestival, ci ha regalato l’atmosfera di Buenos Aires con le sue tandas y cortinas, ma soprattutto con le sue dettagliate ed enfatizzanti descrizioni dei brani eseguiti durante le magiche milonghe etnee.
Tratto da “Intervista a Félix Picherna” di Miguel Angel García
Siamo seduti ad un tavolino d'angolo a qualche distanza dalla pista, dove persiste, nonostante l'ora tarda, la milonga bolognese dell'associazione argentina. Félix si tira indietro nella sedia e beve un sorbetto di vino. "Lasciami respirare un po', Miguel, e poi ti rispondo". Chiude gli occhi un istante, e riappare il sorriso allegro. Una boccata di fumo e comincia a parlare....
- Non sono nato a Buenos Aires, ma sono più porteño di molti. Avevo quattro anni quando i miei genitori mi portarono da Arrecifes (piccola città della provincia).
Siamo andati a vivere nella via Cerrito, quasi di fronte al teatro Colón, a trecento metri dall'obelisco. Oggi devi immaginarlo quel quartiere, che era di caseggiati malridotti nei quali vivevano centinaia di famiglie. Hanno buttato tutto giù per fare l'ampliamento della Nueve de Julio, quella che le dicono la più larga del mondo.
- Com'è stata la tua infanzia?
- La mia era una famiglia povera. A sette anni mi guadagnavo da vivere distribuendo giornali e riviste nei caseggiati vicini. Molti erano in demolizione; allora, con un gruppetto di amici della mia età ci siamo messi a recuperare piombo e rame dalle montagne di rovine. Ricordo che con i soldi che abbiamo presi, abbiamo comprato scarpe da tennis nuove e un pallone di gomma nera. Avevo otto anni quando conobbi la maledetta sigaretta, ricordo le marche, Tecla, Columbia, Barrilete, Brasil, Gavilán...
Bada bene, io non ero un bambino della strada. Ho fatto le elementari nella scuola Presidente Roca, nella via Tucumán angolo Libertad. Ho avuto la fortuna di essere scelto come il migliore compagno nel terzo e quarto anno, e come premio mi hanno inviato in colonia a Mar del Plata, t'immagini che allegria…
- Non credo che fosse semplice fortuna; già allora eri popolare tra i tuoi compagni di scuola per la tua simpatia, o sbaglio?
- Sì, devo dire che ero un ragazzino molto vivace e curioso. Mi ricordo l'attrazione che sentivo per la via Corrientes, con i suoi caffè, teatri, milongas. Ero ancora un bambino quando conobbi tanti Grandi: Miguel Caló, Firpo, De Caro, Charlo, Alberto Gómez, Scarpino, Caldarella, Di Sarli, Troilo, Eve Bedruni, Fiorentino, Marino, Beniamino Gigli, Miguel de Molina, Pugliese, Canaro ed altri ancora.
- Tanto piccolo ed eri già un appassionato del tango?
- No, è che ho avuto sempre buona memoria, e ricordo tutto. Ma nella mia testa, a quell'età, il posto centrale era occupato dalla 'macchina' di River Plate (nomignolo di una famosa squadra di calcio di Buenos Aires): Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna e Lustou, come vedi ancora ricordo. E anche le formazioni delle altre grandi squadre dell'epoca d'oro del calcio argentino. E i titoli di più di duecento filmati dell'epoca, e i nomi delle sale da cinema della via Lavalle (nota: in cinquecento metri di questa strada di Buenos Aires c'erano più di 150 sale da cinema).
- Qual'è il momento più significativo della tua infanzia?
Ti ho detto che finalmente sloggiarono tutti dalla via Cerrito per l'ampliamento della Nueve de Julio. Il Municipio diede alla nostra famiglia una casa nel quartiere Saavedra. Fu una riga che divise in due la mia vita di bambino, finii la vita di strada del centro, e conobbi invece una quartiere porteño di quelli classici. C'erano due vicini famosi: José María Gatica (che fu campione mondiale di box nella sua categoria) e Goyeneche, che era ancora sconosciuto e lavorava come conducente di un autobus della linea 67. Aveva intorno ai 30 anni, ed era noto nel quartiere perché cantava nei caffè a cappella e con un bicchiere di ginebra in mano.
- Quando ti sei avvicinato al tango?
- Saavedra, Villa Urquiza, Villa Pueyrredón e Villa del Parque erano quartieri che, nonostante la decadenza degli anni 50, mantenevano una tradizione tanguera, nei club e nelle sale da ballo. Ai quattordici anni sono stato assunto come bidello in un Ministero. Distribuivo mate cocido (bevanda argentina simile al the) e cartelle e corrispondenza, anche nella Casa Rosada (palazzo di governo) che era a duecento metri di distanza. Tutte le sere ascoltavo Radio Colonia di Uruguay, da dove Julio Jorge Nelson, detto "la Vedova", faceva da Dio un'ora di dischi di Gardel. Nelson diceva di lui che era "il bronzo che sorride", e spaziava tra le 800 registrazioni che si conservano di "quel che sempre canta meglio". Per un altro bicchiere di vino te le canto tutte…
- Certo che t'invito con un vino, Félix, ma al momento m'interessa di più la tua vita.
- Sicuro che non conosci una perla, il vals "Aromas del Cairo"?
- No, ma ricordo che dicevano "aromas del Cairo" (profumi del Cairo, Egitto) all'odore del Riachuelo (fiume nel sud di Buenos Aires, molto contaminato), e dalle mie parti all'odore del porto di Berisso (porto della città di La Plata), quando arrivavano i carichi di guano dal Peru…
- Continuo con la mia storia. A 16 anni frequentavo già le piste e sale di ballo dei quartieri vicini; è stato allora che mi si è svegliato lo spirito del firulete tanguero, l'amore per il tango ballato.
- Cosa che sarà stata fondamentale quando hai iniziato il tuo lavoro come musicalizzatore…
- È vero; bisogna indovinare quel che gli chiede il corpo al ballerino in ogni momento della notte, e quello con diversi pubblici. Ma è importante anche la memoria: oltre quelli del grande Carlitos che ti ho detto, ho memorizzato titoli, autori e a volte le parole di tutti i tanghi delle grandi orchestre degli anni '30, '40 e '50. Credo di avere intorno ai 4.000 temi nella mia testa.
- Com'è che ti sei messo a fare il musicalizadór?
- Mi piaceva ballare e frequentavo i boliches tangueros. Negli anni 60 le orchestre apparivano sempre meno, e alla fine sparirono. Passare dischi costava meno, e nelle milongas entrava sempre meno denaro. Io avevo bisogno di soldi e selezionare dischi era un lavoretto che mi veniva naturale. Il mio vizio era il gioco, mi sono sempre piaciute le corse di cavalli e i casinò. Nonostante frequentassi ambienti "pesanti", mai mi sono drogato né sono finito in un Commissariato di polizia.
- Ti credo, con l'età che hai sembri un ragazzo. Adesso ti faccio una di quelle domande maledette: quali sono i tuoi tanghi favoriti?
- Sono tanti, fratello! Vediamo, scrivi e fermami quando vuoi:
El flete - D'Arienzo
Comparsa criolla - Tanturi
El taladro - De Angelis
Pablo - Troilo
Inspiración - Troilo, Canaro
Café Domínguez - D'Agostino
Qué te importa si te lloro - Caló
Malena - Demare
El monito - De Caro, Pugliese
La carcajada - Firpo
La Tablada - Donato
Canaro en París - Rodríguez
Tinta verde - Di Sarli
Ninguna - Siro Fernández
La cumparsita - Matos Rodríguez
El Yaguarón - Biagi
Criolla linda - Lomuto
La torcacita - Di Sarli
Tigre viejo - Fresedo
- Fermati, fermati che qui facciamo la mattinata! Per finire, dimmi una cosa di tango che ti piace, o che adoperi quando lavori.
- "Se murió el morocho y allá en la barriada los puntos más bravos maldiciendo están, vos eras el hijo de todas las madres, eras el amigo más bueno y más fiel, qué triste se queda sin vos Buenos Aires, que Dios te bendiga, ¡Carlitos Gardel!"
"È morto il brunetto e là nel quartiere i tizi più duri maledicono il destino. Eri il figlio di tutte le madri, eri l'amico più buono e fedele, che triste rimane senza di te Buenos Aires, Dio ti benedica, Carlitos Gardel!"
Finii piano il mio whisky mentre Félix, sempre in movimento, ordinava le sue interminabili pile di cd e parlava animatamente con Patricio. Ha la stampa del porteño di un tempo, pensai: milonga, corsa dei cavalli, donne e gioco. Più che un musicalizadór, è una corda che unisce il Buenos Aires del passato con questa bella gente di Bologna, Parigi, Amsterdam, Barcellona, Lubeck e Marsiglia. Se io fossi del governo, giuro che lo nominerei ambasciatore della cultura argentina. Ma non sono del governo.
Misi il giaccone, salutai gli amici, e m'indirizzai piano verso casa mia.
Miguel Angel García
Bolonia, febrero de 2001
Esibizione di "Pablo Ojeda y Beatriz Romero" al CTF2007
Pablo Ojeda y Beatriz Romero (www.pabloybeatriz.com) si esibiscono durante le serate del Catania Tango Festival 2007.
Giannicola
Giannicola
martedì, agosto 21, 2007
Esibizione "El Indio" Y Sofia Saborido al CTF 2007
Pedro Benavente "El Indio" y Sofia Saborido durante le esibizioni presso il "lido Azzurro" in occasione del Catania Tango Festival 2007.
Giannicola
Giannicola
Categoria:
CTF2007,
Eventi,
Images,
Pedro Benavente,
Saborido
lunedì, agosto 20, 2007
CTF 2007, Back "stage"...Angelo's Angels
Perdonate la primitivita' del ciak video ma volevo condividere un altro ricordo di come erano....
in quella calda estate affollata di seguidore ...and that is all Folks!
Parola di Sisilly
sabato, agosto 18, 2007
Esibizione al CTF2007 - Walter Cardozo y Margarita Klurfan
Esibizione, al Catania Tango Festival 2007, dei maestri argentini Walter Cardozo e Margarita Klurfan durante le serate del festival.
a presto con le altre esibizioni..
Giannicola
a presto con le altre esibizioni..
Giannicola
Categoria:
CTF2007,
Eventi,
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Margharita Klurfan,
Walter Cardozo
Baile de Bienvenida al CTF2007
Giovedi 9 Agosto - Lido Azzurro , La Plaza
BAILE de BIENVENIDA, presentazione dei Maestri del Festival;
Pedro Benavente "EL INDIO" y Sofia SABORIDO - Pablo OJEDA y Beatriz ROMERO
Walter CARDOZO y Margarita KLURFAN - Javier ANTAR y Maria TRUBBA
Presenta Angelo Grasso
venerdì, agosto 17, 2007
"Tanghéri" al Catania Tango Festival 2007
Dalla serie... c'eravamo pure noi...slideshow in continuo aggiornamento ;)
..prossimamente le foto delle serate e delle esibizioni dei maestri argentini..
keep in touch.
Giannicola
..prossimamente le foto delle serate e delle esibizioni dei maestri argentini..
keep in touch.
Giannicola
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