Ditemi voi se questo non è "fare l'amore" con la musica...
Io dico di si.
Non so cos'è, sarà la vecchiaia che ci rende più sensibili, sarà che col tempo il tango filtra veramente sotto pelle e diventa cosa "nostra", sarà che questi due miti mi fanno sciogliere appena accennano anche un semplice abbraccio...ma quando ho visto questo video mi sono ri-innamorata del tango (come se ce ne fosse bisogno... :-)
Buona visione a tutti.
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martedì, febbraio 19, 2008
venerdì, dicembre 28, 2007
mercoledì, agosto 29, 2007
Il Manuale di Carlos Gavito
Riporto in questo post le frasi che compongono il Manuale di Gavito, insieme ad un breve commento introduttivo degli autori.
Marianna Menzione, Simone Matteoli
| El manuale de GAVITO “Los codigos y sus mandamientos” “El tango esta’ entre passo y passo” “Tango!” "L’hombre es la columna y la mujer la decoracion y su belleza” “Bailar la pausa” “La musica me sigue a mi!1 2 4 27 28 42 54” “Yo bailo la frase” “La gramatica del tango: Letera Capitale, Punto. Coma, Interogacion !, Pregunta? Acento’, Punto final.” “TA! HUMMMMMM!” (Boleo y Cruce) “ZZA!” (Un Paso) La musica y sus enstrumentos: “El baso: el hombre” “ El violin: la mujer sus sinuosida” “El piano: los dos caminando en el parque” “El bandoneon: el espirito de el tango! no se sigue con el movimiento, se sigue con el espirito” “El tango se baila al compas del corasson: tic tac, tic tac, tic tac…” “Te llevo sovra mi corason: una mano para proteger y una por abrazar” “Yo voy a la milonga por disfrutar, no por sufrir!: que aprendan a bailar!!” “Un pedacito de lugar para mi…” “El tema no e pasar, ma como paso!” “La silla contro la puerta: el balance” Los colores en el Tango: “PICASSO!!La complejità la diversità” “MATISSE!La sintesis” “EL DEDO GORDO: Pintar el piso” “son la pequena cosas…que hacen todo” “es simple, no es facil!” “provenlo! provenlo!” La tecnica: 1) Caminar un paso: “flessiono para ire y llego estirado” “Tango! rodilla, pie, cuerpo, estiro!! Final de el paso: me paro! energia a riba!! no me caigo!!!!” 2) La base: “postura” “2a posicion” “pausa” “paso e coma” “apile” “le dos insieme” “la espera de la mujer” “la espera de el hombre” “cruce sensual de la mujer” “el confronto” 3) ocho atras 4) voleo 5) ocho adelante 6) giro: “slow! slow! quick, quick, quick, quick!” “Yo soy hombre, tu es mujer” | Manuale di GAVITO “I codici e loro comandamenti” “Il tango sta tra passo e passo” “Tango!” “L’uomo è la colonna e la donna la decorazione e la sua bellezza” “Ballare la pausa” “La musica segue me! 1 2 4 27 28 42 54” “Io ballo la frase” “La grammatica del tango: Lettera maiuscola, punto. Virgola, interrogazione!, Domanda? Accento, Punto finale.” “TA! HUMMMMMM!” (Boleo e incrocio) “ZZA!” (un Passo) La musica e i suoi strumenti: “Il basso: l’Uomo” “ Il violino: la Donna e le sue sinuosità” “Il piano: loro due che camminano nel parco” “Il bandoneon: lo spirito del Tango! Non si segue con il movimento, si segue con lo spirito!” “Il tango si balla al ritmo del cuore: tic, tac, tic tac, tic tac…” “Ti prendo sopra il mio cuore: una mano per proteggere e una per abbracciare” “Io vado in milonga per gioire non per soffrire: che imparino a ballare! “Un pezzetto di spazio per me…” “Il punto non è passare, ma come passo!” “La sedia contro la porta: l’equilibrio” I colori nel Tango: “PICASSO!!La complessità e la diversità” “MATISSE! La sintesi” “l’ALLUCE: dipingere il pavimento” “Sono le piccole cose…quelle che contano” “E’ semplice, non è facile” “Provalo, provalo!” La tecnica: 1) Fare un passo: “Piego per andare e arrivo steso” “TANGO! rotula, piede, corpo, stendo! Finale del passo: Mi fermo! Energia su! Non cado! 2) La base: “postura” “2a posizione” “pausa” “passo e virgola” “apile” “la coppia” “l’attesa della donna” “l’attesa dell’uomo” “incrocio sensuale della donna” “il confronto” 3) ocho atras 4) boleo 5) ocho adelante 6) giro: “lento! lento! Veloce, veloce, veloce, veloce!” “Io sono l’uomo, tu sei la donna” |
Buenos Aires Ott-Nov 2004 - Riepilogo delle osservazioni di Marianna Menzione, Simone Matteoli,, all’Accademia di Gavito
lunedì, agosto 27, 2007
Maria Plazaola racconta Gavito - Seconda parte
(continua da Maria Plazaola racconta Gavito - Prima parte)Che cosa ha cambiato in te?
Mi ha cambiato la maniera di appoggiare il peso a terra, ogni movimento. Gavito aveva sviluppato una tecnica femminile, la più precisa, penso, che esista per la donna. Mi sento fortunata, perché l’ho incontrato in un momento di evoluzione della sua tecnica, e mi ha modellata secondo questi concetti, li ha messi in pratica. Questo era un aspetto bellissimo di Gavito: era sempre in costante evoluzione. Non si è mai fermato, non ha mai smesso di studiare, di creare, mai! Nemmeno quando era alla fine della sua vita.
Com’era una giornata di lezione con Gavito?
Molto mate e musica… La musica era la cosa più importante. Metteva un tango di un autore che gli piaceva –Angel Vargas, Di Sarli – una musica che lo ispirasse e cominciava a fare dei movimenti con i piedi che gli piacevano. Era come se costruisse la sequenza iniziando dal movimento della donna, che faceva meglio di me, meglio di qualsiasi donna. Dopo me lo faceva provare e creava qualcosa per lui, che accompagnasse questo movimento, per seguire la bellezza della donna nella musica; con l’idea che: “l’uomo è la colonna e la donna la decorazione e la sua bellezza”. Era così una giornata di prove con Gavito nel suo studio. Poi dipendeva se dovevamo preparare una coreografia o ballare improvvisati; ma ancor più che nelle prove, ho imparato a ballare con Gavito seguendo le sue lezioni, come compagna, anche se non ero ancora pronta. Ho capito poco a poco quello che voleva da me e ancora di più ho capito e imparato ballando con lui in milonga. Abbiamo ballato tanto in quel periodo. Proprio in milonga, ballando nella pista in mezzo alla gente, Gavito ha creato tutti quei movimenti che caratterizzano l’ultimo periodo del suo ballo, che lui tanto amava: la palita, il sandwichito e tante altre cose che non avevano più a che fare con il palco, ma con la milonga e con la coppia nello spazio e nella musica. Quando l’ho conosciuto nel 2002 Gavito viveva un conflitto tra il ballo da spettacolo per il palco e il ballo per la milonga, era in un momento di transizione, penso. Gavito è sempre stato un milonguero, ma in quel momento stava lasciando la coreografia per arrivare poco a poco alla completa improvvisazione.
Secondo te cosa caratterizza il ballo di Gavito? Che cosa lo rende così diverso? Perché è così speciale?
L’intensità con la quale ballava, con la quale viveva, che era la stessa.
Questa intensità si rifletteva nell’abbraccio, nel ballo, nella pausa, nella tensione tra uomo e donna – l’emozione. Senza questa emozione sarebbe stato impossibile sostenere quel ballo senza passi, quelle pause. Senza emozione si sarebbero dovuti fare movimenti, figure.
Invece per mantenere l’attenzione della gente che guardava, Gavito usava l’emozione. Nel tango si doveva mettere qualcosa in più come diceva lui: “il cuore, l’anima” non il movimento.
È difficile spiegare chi era Gavito, il suo pensiero sul tango. Nel manuale che abbiamo pubblicato ci sono le frasi che appartenevano a lui. Ci piacerebbe parlare di quello che intendeva con queste frasi, dietro le quali si nascondono concetti profondi, la prima è: “el tango está entre paso y paso”. Che significato ha per te?
Per me ha significato capire, che è necessario dare valore alle piccole cose che stanno in mezzo al movimento. Quando prima dicevo che mi ha cambiato la maniera di pisare (pestare, calpestare il pavimento: camminare) – chiaramente io sapevo fare l’otto indietro, l’incrocio – Ma non così! dando valore ad ogni piccola parte del corpo che si muove. Per me questa frase è una dichiarazione di principio di che cosa è il tango, e nello stesso tempo è una polemica che in qualche modo Gavito stava facendo verso un altro tipo di pensiero. Gavito stava avvalorando l’idea che il tango non è la figura, la sacada, il gancho, non è la volcada... il tango non è niente di tutto questo. Stava discutendo anche con se stesso, con il suo passato di palcoscenico, e questa frase è una sintesi cui è arrivato dopo anni. Gavito voleva dire che il tango sta tra un passo e l’altro, che il tango non è il passo; l’importanza e l’enfasi non stanno nel movimento, ma piuttosto quando non fai niente: “quando non fai niente e stai ballando tango”. C’era talmente tanta intensità nel suo ballo che poteva sostenerlo anche senza passi. In classe esprimeva sempre questo concetto e poi diceva: «adesso vi faccio un tango senza passi». Sembrava che avrebbe fatto una cosa, ma non la definiva. Tornava indietro e continuava a giocare sugli stessi elementi. Faceva due passi, un otto e un incrocio e già questo era un tango: era il modo, non i passi. È difficile spiegarlo così. Guardando Gavito ballare era così chiaro quello che voleva dire. Il tango sta fra un passo e l’altro è parte di concetti di sintesi che ha elaborato dopo tanti anni di esperienza, durante i quali ha cambiato la sua visione delle cose, cui ha continuato a lavorare. Penso che volesse dire che nessuno ha bisogno di fare tante cose, che si incontra il tango quando ci si innamora, quando si ha il piacere di abbracciare una donna e di goderne, quando è un sentimento, un’emozione a guidare il nostro ballo.
Mi ricordo che a scuola si arrabbiava moltissimo perchè la gente si preoccupava di imparare i passi e le sequenze, diceva sempre: « qui non si imparano i passi, se volete imparare i passi andate in un’altra scuola, qui si impara il tango! Ma quasi nessuno capiva vero?
Si, era difficile. Anche Gavito diceva sempre che per capire il significato del “tango tra un passo e l’altro”, ci volevano tanti anni, tutta una vita forse.
Perché detestava l’idea di sequenza e preferiva parlare di possibilità, soluzioni, improvvisazione? La situazione che Gavito cercava era quella legata alla milonga, alla pista, dove non esiste il passo, esiste la situazione. Non esiste decidere di fare una sequenza e pensare: ora inizio così e finisco cosà. È la situazione, la musica e la ballerina che determinano il movimento da fare. Lì sta il tango, lì si vede il ballerino: nel ballo improvvisato in pista.
Intervista a cura di Marianna Menzione
Tratta da Tangomagazine – Novembre 2006
venerdì, agosto 24, 2007
Maria Plazaola racconta Gavito - Prima parte
Ho conosciuto Gavito al Beso, nel novembre del 2001.
Gavito non stava mai a Buenos Aires, era sempre in giro con i Forever Tango, così io non sapevo chi fosse, sapevo che esisteva Gavito, ma non l’avevo mai incontrato.
Quella sera al Beso mi ha invitata, era seduto al tavolo dove generalmente si siedono i ballerini bravi, così ho accettato il suo cabezeo. Abbiamo iniziato a ballare ed è stata una sorpresa, mi ha fatto entrare subito in un’altra dimensione musicale, non capivo cosa stesse facendo ma, in quel periodo, io ero come annoiata del ballo, conoscevo quasi tutti i ballerini e ballavo sempre con le stesse persone…
Con Gavito era tutto diverso, tutto era nuovo, un linguaggio nuovo per il mio corpo. Non mi rendevo conto di quello che facesse, mi domandavo: che cosa sta facendo? Cammina da questo lato? Mi faceva girare in calesita, prima su una gamba, poi su un’altra, era tutto così diverso… Quando abbiamo smesso di ballare mi sentivo tremare. Questo è stato il primo incontro. Poi è partito e non l’ho più visto. Solo dopo mi hanno detto che avevo ballato con Gavito, per questo era così speciale: con il suo abbraccio intenso – tutti al Beso ballano abbracciati – il suo abbraccio però era tanto profondo che anche il mio lo diventava, il mio braccio sinistro sembrava quasi avanzare rispetto al mio corpo e proseguire sul suo.
Nel marzo del 2002, l’ho incontrato di nuovo al Beso. Mi ha invitata di nuovo a ballare. Non ballava con nessuna quella sera – e stava invitando a ballare me! – Ero tutta nervosa perché ora sapevo chi era. Abbiamo ballato due tanghi e poi mi ha chiesto se potevo andare al Sunderland il sabato sera. Mi sono detta: al Sunderland il sabato sera? Mi sta invitando a uscire? Gli ho risposto: « No… ho un fidanzato » e lui « ma no, vieni, mi piace ballare con te, lì c’è la musica giusta, c’è spazio per ballare, si va in gruppo… ». Conoscevo il Sunderland, è frequentato soprattutto da coppie; diceva che voleva andare lì perché si poteva ballare di più… In realtà era tutta un’astuzia, perché sapeva che stava tornando al Sunderland dopo tanto tempo e sicuramente gli avrebbero chiesto di ballare un tango, aveva pianificato tutto perché ballassi con lui davanti a tutti.
Non sapevo cosa fare. Alla fine sono andata con un’amica e ci siamo sedute al suo tavolo, dove c’era molta gente. Quando hanno chiesto a Gavito di ballare mi ha detto: « Facciamo un tango insieme? » gli ho risposto: « No!!! sei matto? » E lui: « Stai tranquilla, ma non incrociare al cinque! L’unica cosa che devi fare è non incrociare al cinque » « che vuoi dire? Non incrociare al cinque? » Gavito: « Tu aspetta, non avere fretta e non incrociare al cinque!».
È partita la musica: El ingeniero, di Carlos Di Sarli... È stato bellissimo. Non mi ricordo cosa ho fatto, non sapevo fare niente di quello che faceva Gavito, solo dopo ho imparato a ballare con lui, ma in quel momento era tutto nuovo... Mi ricordo solo dell’incrocio: mi ha fatto fare tutti gli incroci piano, è stato bellissimo. Quando è finito il tango, mi ha preso da parte e mi detto che Marcela, la sua ballerina, era incinta e stava cercando un’altra compagna. Marcela avrebbe continuato a lavorare negli spettacoli dei Forever Tango ma non avrebbe potuto accompagnarlo in nessun’altra occasione: stage, esibizioni. Io dicevo che era matto, non gli credevo. Sapevo che Gavito era un seduttore, mi sembrava un corteggiamento e poi non credevo possibile che volesse proprio me come ballerina. Non ero nessuno in quel momento, c’erano tante ballerine brave che potevano ballare con lui, non capivo perché stesse scegliendo proprio me, ma mi disse che non voleva una ballerina già formata, voleva “farla lui”. Inoltre diceva che avevo una cosa che non si poteva insegnare: la sensualità, la femminilità: per questo mi sceglieva. Io non mi sentivo così. Gavito, nel tempo, mi ha fatto scoprire questa parte di me. Continuavo a pensare che mi stesse corteggiando. Poi ho indagato, ho chiesto in giro e ho scoperto che era vero che stava cercando una nuova compagna, aveva già fatto altre prove a sorpresa ad altre ballerine, a suo modo stava facendo un “casting” e il ballo al Sunderland era stata la mia audizione!
Pochi giorni dopo abbiamo fatto un primo incontro nel Beso, una lezione, un ensajo, dove in un’ora mi ha fatto vedere tutto: l’otto indietro, l’otto in avanti, il boleo, l’incrocio… Tante cose. Impazzivo. Era troppo difficile per me: tutto quello che aveva elaborato per la tecnica femminile me l’ha fatto fare in un ora! Ho dovuto imparare tutto di nuovo, pensavo di saperle fare queste cose, ma no… non le sapevo fare, tutta la tecnica era diversa, con la caratteristica di dare valore ad ogni dettaglio.
Intervista a cura di Marianna Menzione
Tratta da Tangomagazine – Novembre 2006
venerdì, agosto 03, 2007
Passionale
e adesso silenzio, dedicate 4 minuti a questo stupendo video...
dancers: Carlos Gavito y Maria Plazaola
dancers: Carlos Gavito y Maria Plazaola
lunedì, luglio 16, 2007
EL GRAN GAVITO
El último show del gran milonguero Gavito en la Milonga ARGENTINA La Viruta
Dancer: Carlos Gavito y Geraldine Rojas
venerdì, luglio 06, 2007
“GAVITO TEACHES TANGO Y NADA MAS” / "GAVITO INSEGNA TANGO E NIENTE ALTRO”
Ho trovato questo video con Gavito: http://www.youtube.com/watch?v=Hm90s1uruxY (scusate, ma non si può insere dentro al blog). Lo trovo molto interessante, innanzitutto perchè viene fuori l'uomo Gavito, quello che si indigna davanti a chi tenta di denigrare il suo lavoro, e poi perchè dà una bella lezione a tutti noi che ci facciamo mille pippe mentali su cosa sia davvero il tango e siamo pronti a sputare sentenze su stili tangheri, ballerini e spettacoli...
Ho provato a mettere x iscritto le sue parole (in fondo trovate la versione in italiano)...
Campbel, California – 1996 –Gavito and Marcela Duran
“GAVITO TEACHES TANGO Y NADA MAS”
In 1996 Valorie Hart and Alberto Paz were asked by Carlos Gavito to organize his promotional tour across California. This came after Forever Tango had left San Francisco, and right after derogatory commentaries about Gavito had been posted on a notorious tango list on the Internet by some pseudo intellectuals from the Bay Area.
"I have to talk about that. It might be boring for you again, but sorry, but I have to say that.
No long ago I read in Internet some know about regarding someone here on the Bay Area, saying, which I say, the other say, because the tango history, because…I know, because Tango..bla blab la bla
Listen guys. I’m a milonguero and a dancer. I dance and I teach tango. I’m not a tango historian, I’m not a psychologist, a psychiatrist…I teach tango and I dance tango. You people, if you think that, because we teach tango and we dance tango, we have to give you all as well classes of psychology, philosophy, and history…you wrong! We teach only to dance tango. What says Portasa, what say Borges, as tango dancers, I don’t care, I don’t care, not that bit, and I will never read Borges for tango, never.
I might read Carriego, De la Pua, but no, never a Borges o Portasa
I don’t know much about what they know or they knew about tango, I don’t know, but I don’t care.
I know one thing: they never danced tango, they never went to a milonga. So I don’t care. I’m caring about people who was to a milonga, who danced there. That people I listen, they no.
And tango, after all, is simple. I have a tango here. Just a little tango, it’s a little peace, if you would to play it for me.. And that is tango. That’s tango, real tango."
"Come and look what I bring in this blend of music and words. It's the song that inspired longing that I felt last night. It's a voice of a Tango modulated in every corner by one who lives under the spell of an emotion. I want to sing for this tune that is ever so sweet and captivating. Surrounded by tha illusion I listened to it last night, the emotion compounded by things of yesterday: the house where I was born, the grate and the wine arbor, the old merry go round and the rose bush... It's accent is the song of sentimental voice. Its rythm is the beat that lives in my city. It does not have pretention. It doesn't want to be indecent. Its name is Tango. TANGO AND NOTHING ELSE"
"It’s called tango and nothing else.
This is for those who use Internet for hanky panky. If you use Internet, talk positive about the tango, not for a negative. Talk about the ones who dance well, if you want. Don’t talk about the ones you don’t like. Ignore them. The tango is built on good bases, by people who know, not by those who don’t know.
That’s what I wanted to say. I’m sorry to say that, but I need to say that here."
THE SEGMENT YOU HAVE SEEN IS AN EXCERPT FROM PLANET TANGO’S CLASSIC SERIES “GAVITO TEACHES TANGO Y NADA MAS”
Campbel, California – 1996 –Gavito e Marcela Duran
“GAVITO INSEGNA TANGO E NIENTE ALTRO”
Nel 1996 Carlos Gavito chiese a Valorie Hart ed Alberto Paz di organizzare il suo tour promozionale in California. Questo avvenne dopo che Forever Tango aveva lasciato San Francisco, e proprio dopo che dei commenti denigratori su Gavito erano stati pubblicati su Internet in un famoso sito di tango da pseudo intellettuali della Bay Area.
"Devo parlare di questo. Potrebbe essere noioso per voi, ma scusate, devo dirlo.
Non molto tempo fa ho letto su Internet che qualcuno sa qualcosa riguardo qualcuno qui nella Bay Area, dicendo, quello che so io, che altri dicono, perchè la storia del tango, perchè, perchè...Io so perchè il tango....bla bla bla....
Ascoltate ragazzi. Io sono un milonghero ed un ballerino. Io ballo ed insegno tango. Non sono uno storico, non sono uno psicologo, uno psichiatra....Io insegno tango e ballo tango. Voi gente, se pensate che, siccome noi insegnamo il tango e balliamo il tango, dobbiamo anche darvi lezioni di psicologia, filosofia e storia...vi sbagliate! Noi insegniamo solo tango. Di quello che dice Portasa, di quello che dice Borges, come ballerino di tango, non m’interessa, nemmeno un pò, e non leggerò mai Borges per il tango, mai.
Potrei leggere Carriego, De la Pua, ma no, mai, Borges o Portasa.
Io non so molto riguardo a quello che sanno o che sapevano riguardo al tango, non lo so, ma non m’interessa!
So una cosa sola: non hanno mai ballato tango, non sono mai andati a una milonga. Quindi non m’interessa. Mi interesso a persone che sono state a una milonga, che hanno ballato lì. Questa è gente che ascolto, non loro.
E comunque il tango è semplice. Io ho un tango qui, è un piccolo brano, se vuoi farlo partire per me (rivolto a chi mette la musica)...
E questo è il Tango. Questo è Tango, il tango vero."
"Vieni a vedere cosa porto in questa miscela di musica e parole. E' la canzone che ha ispirato l'intenso desiderio che ho provato la scorsa notte. E' la voce di un Tango intonato ad ogni angolo da uno che vive sotto l'incantesimo di un'emozione. Voglio cantar questa melodia che è sempre tanto dolce e coinvolgente. Circondato da questa illusione l'ascoltavo la scorsa notte, l'emozione composta da cose di ieri: la casa in cui sono nato, il focolare e la vite, il vecchio felice gironzolare e il cespuglio di rose... Il suo ritmo è il battito che vive nella mia città. Non ha pretese. Non vuol essere osceno. Il suo nome è Tango. TANGO E NIENTE ALTRO."
"Si chiama Tango, e niente altro.
Questo è per quelli che usano Internet come bei teppisti. Se usate Internet, fatelo per dire cose positive sul Tango, non per dire cose negative. Parlate di quelli che ballano bene, se volete. Non parlate di quelli che non vi piacciono. Ignorateli. Il tango è costruito su delle buone basi, da persone che lo conoscono, non da chi non lo conosce.
Questo è ciò che volevo dirvi. Mi dispiace dirlo, ma devo dirlo qui."
IL SEGMENTO CHE AVETE ASCOLTATO È TRATTO DALLE SERIE CLASSICHE DI PLANET TANGO “GAVITO TEACHES INSEGNA TANGO E NIENTE ALTRO”
Ho provato a mettere x iscritto le sue parole (in fondo trovate la versione in italiano)...
Campbel, California – 1996 –Gavito and Marcela Duran
“GAVITO TEACHES TANGO Y NADA MAS”
In 1996 Valorie Hart and Alberto Paz were asked by Carlos Gavito to organize his promotional tour across California. This came after Forever Tango had left San Francisco, and right after derogatory commentaries about Gavito had been posted on a notorious tango list on the Internet by some pseudo intellectuals from the Bay Area.
"I have to talk about that. It might be boring for you again, but sorry, but I have to say that.
No long ago I read in Internet some know about regarding someone here on the Bay Area, saying, which I say, the other say, because the tango history, because…I know, because Tango..bla blab la bla
Listen guys. I’m a milonguero and a dancer. I dance and I teach tango. I’m not a tango historian, I’m not a psychologist, a psychiatrist…I teach tango and I dance tango. You people, if you think that, because we teach tango and we dance tango, we have to give you all as well classes of psychology, philosophy, and history…you wrong! We teach only to dance tango. What says Portasa, what say Borges, as tango dancers, I don’t care, I don’t care, not that bit, and I will never read Borges for tango, never.
I might read Carriego, De la Pua, but no, never a Borges o Portasa
I don’t know much about what they know or they knew about tango, I don’t know, but I don’t care.
I know one thing: they never danced tango, they never went to a milonga. So I don’t care. I’m caring about people who was to a milonga, who danced there. That people I listen, they no.
And tango, after all, is simple. I have a tango here. Just a little tango, it’s a little peace, if you would to play it for me.. And that is tango. That’s tango, real tango."
"Come and look what I bring in this blend of music and words. It's the song that inspired longing that I felt last night. It's a voice of a Tango modulated in every corner by one who lives under the spell of an emotion. I want to sing for this tune that is ever so sweet and captivating. Surrounded by tha illusion I listened to it last night, the emotion compounded by things of yesterday: the house where I was born, the grate and the wine arbor, the old merry go round and the rose bush... It's accent is the song of sentimental voice. Its rythm is the beat that lives in my city. It does not have pretention. It doesn't want to be indecent. Its name is Tango. TANGO AND NOTHING ELSE"
"It’s called tango and nothing else.
This is for those who use Internet for hanky panky. If you use Internet, talk positive about the tango, not for a negative. Talk about the ones who dance well, if you want. Don’t talk about the ones you don’t like. Ignore them. The tango is built on good bases, by people who know, not by those who don’t know.
That’s what I wanted to say. I’m sorry to say that, but I need to say that here."
THE SEGMENT YOU HAVE SEEN IS AN EXCERPT FROM PLANET TANGO’S CLASSIC SERIES “GAVITO TEACHES TANGO Y NADA MAS”
Campbel, California – 1996 –Gavito e Marcela Duran
“GAVITO INSEGNA TANGO E NIENTE ALTRO”
Nel 1996 Carlos Gavito chiese a Valorie Hart ed Alberto Paz di organizzare il suo tour promozionale in California. Questo avvenne dopo che Forever Tango aveva lasciato San Francisco, e proprio dopo che dei commenti denigratori su Gavito erano stati pubblicati su Internet in un famoso sito di tango da pseudo intellettuali della Bay Area.
"Devo parlare di questo. Potrebbe essere noioso per voi, ma scusate, devo dirlo.
Non molto tempo fa ho letto su Internet che qualcuno sa qualcosa riguardo qualcuno qui nella Bay Area, dicendo, quello che so io, che altri dicono, perchè la storia del tango, perchè, perchè...Io so perchè il tango....bla bla bla....
Ascoltate ragazzi. Io sono un milonghero ed un ballerino. Io ballo ed insegno tango. Non sono uno storico, non sono uno psicologo, uno psichiatra....Io insegno tango e ballo tango. Voi gente, se pensate che, siccome noi insegnamo il tango e balliamo il tango, dobbiamo anche darvi lezioni di psicologia, filosofia e storia...vi sbagliate! Noi insegniamo solo tango. Di quello che dice Portasa, di quello che dice Borges, come ballerino di tango, non m’interessa, nemmeno un pò, e non leggerò mai Borges per il tango, mai.
Potrei leggere Carriego, De la Pua, ma no, mai, Borges o Portasa.
Io non so molto riguardo a quello che sanno o che sapevano riguardo al tango, non lo so, ma non m’interessa!
So una cosa sola: non hanno mai ballato tango, non sono mai andati a una milonga. Quindi non m’interessa. Mi interesso a persone che sono state a una milonga, che hanno ballato lì. Questa è gente che ascolto, non loro.
E comunque il tango è semplice. Io ho un tango qui, è un piccolo brano, se vuoi farlo partire per me (rivolto a chi mette la musica)...
E questo è il Tango. Questo è Tango, il tango vero."
"Vieni a vedere cosa porto in questa miscela di musica e parole. E' la canzone che ha ispirato l'intenso desiderio che ho provato la scorsa notte. E' la voce di un Tango intonato ad ogni angolo da uno che vive sotto l'incantesimo di un'emozione. Voglio cantar questa melodia che è sempre tanto dolce e coinvolgente. Circondato da questa illusione l'ascoltavo la scorsa notte, l'emozione composta da cose di ieri: la casa in cui sono nato, il focolare e la vite, il vecchio felice gironzolare e il cespuglio di rose... Il suo ritmo è il battito che vive nella mia città. Non ha pretese. Non vuol essere osceno. Il suo nome è Tango. TANGO E NIENTE ALTRO."
"Si chiama Tango, e niente altro.
Questo è per quelli che usano Internet come bei teppisti. Se usate Internet, fatelo per dire cose positive sul Tango, non per dire cose negative. Parlate di quelli che ballano bene, se volete. Non parlate di quelli che non vi piacciono. Ignorateli. Il tango è costruito su delle buone basi, da persone che lo conoscono, non da chi non lo conosce.
Questo è ciò che volevo dirvi. Mi dispiace dirlo, ma devo dirlo qui."
IL SEGMENTO CHE AVETE ASCOLTATO È TRATTO DALLE SERIE CLASSICHE DI PLANET TANGO “GAVITO TEACHES INSEGNA TANGO E NIENTE ALTRO”
mercoledì, luglio 04, 2007
Carlos Gavito. Indimenticabile. 2
Saluto a Carlos Gavito
Cari amici tangheri oggi, 1 luglio 2005, ho ricevuto una telefonata da Maria Plazaola...
Carlos Gavito ha deciso di insegnare il suo tango altrove, e sono sicuro che lo farà con il suo inconfondibile stile e entusiasmo che lo ha contraddistinto fino a oggi.
Il milonguero atorrante si è fermato.
Gavito è morto a Buenos Aires nella sua casa assistito dalla sua famiglia e da tanti...tanti amici.
Sono felice di avere avuto la opportunità di averlo incontrato e, al tempo stesso di averlo fatto conoscere ai catanesi lo scorso febbraio in occasione di uno dei suoi ultimi stage europei del 2005.
Carlos ha voluto insegnare fino alla fine e fino alla fine ha vissuto senza mai tirarsi indietro.
Partendo da Catania, aveva promesso che sarebbe ritornato in settembre per un nuovo stage, ma soprattutto mi diceva che era fortemente interessato a trascorrere una settimana al mare in assoluta tranquillità.
I suoi insegnamenti, profusi con passione durante la sua permanenza nella nostra città, resteranno per sempre scolpiti nel nostro cuore.
Lui che amava ballare senza finale, è stato costretto a vivere il suo di finale, ma sono sicuro che lo avrà fatto con la sua solita eleganza.
Gavito ci ha insegnato il suo tango, anche quello senza passi, ma soprattutto ci ha insegnato a reagire alle avversità della vita anche quando la vita ci condanna senza opportunità di scelta.
Grazie Gavito!
Ennio, Tiziana, Maurizio, Simona.
Mi sono permesso di pubblicare un articolo pescato dal sito di Neotango e scritto da Ennio Bousquet che conosceva bene Carlos Gavito. Sono parole toccanti che manifestano l'essenza del grande Gavito.
Neanche io lo conobbi. Quando venne a Catania muovevo i primi passi da pochi mesi e non sapevo neanche chi fosse. Oggi, a due anni dalla sua scomparsa mi piace pensare che Gavito sia passato dalla nostra città... se solo avessi iniziato qualche mese prima...
Ho postato un video che ritrae l'ultimo stile di tango adottato da Gavito. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Per me è l'apice. Ma non esigo che chiunque debba intimorirsi nel poter affermare il contrario o che egli sia considerato necessariamente grande solo perchè è morto. Mi piacerebbe sapere se certe intuizioni che l'hanno reso grande ai miei occhi siano le medesime di altri appassionati. O se qualcuno ritiene che sia esagerato considerarlo l'apice.
Cari amici tangheri oggi, 1 luglio 2005, ho ricevuto una telefonata da Maria Plazaola...
Carlos Gavito ha deciso di insegnare il suo tango altrove, e sono sicuro che lo farà con il suo inconfondibile stile e entusiasmo che lo ha contraddistinto fino a oggi.
Il milonguero atorrante si è fermato.
Gavito è morto a Buenos Aires nella sua casa assistito dalla sua famiglia e da tanti...tanti amici.
Sono felice di avere avuto la opportunità di averlo incontrato e, al tempo stesso di averlo fatto conoscere ai catanesi lo scorso febbraio in occasione di uno dei suoi ultimi stage europei del 2005.
Carlos ha voluto insegnare fino alla fine e fino alla fine ha vissuto senza mai tirarsi indietro.
Partendo da Catania, aveva promesso che sarebbe ritornato in settembre per un nuovo stage, ma soprattutto mi diceva che era fortemente interessato a trascorrere una settimana al mare in assoluta tranquillità.
I suoi insegnamenti, profusi con passione durante la sua permanenza nella nostra città, resteranno per sempre scolpiti nel nostro cuore.
Lui che amava ballare senza finale, è stato costretto a vivere il suo di finale, ma sono sicuro che lo avrà fatto con la sua solita eleganza.
Gavito ci ha insegnato il suo tango, anche quello senza passi, ma soprattutto ci ha insegnato a reagire alle avversità della vita anche quando la vita ci condanna senza opportunità di scelta.
Grazie Gavito!
Ennio, Tiziana, Maurizio, Simona.
Mi sono permesso di pubblicare un articolo pescato dal sito di Neotango e scritto da Ennio Bousquet che conosceva bene Carlos Gavito. Sono parole toccanti che manifestano l'essenza del grande Gavito.
Neanche io lo conobbi. Quando venne a Catania muovevo i primi passi da pochi mesi e non sapevo neanche chi fosse. Oggi, a due anni dalla sua scomparsa mi piace pensare che Gavito sia passato dalla nostra città... se solo avessi iniziato qualche mese prima...
Ho postato un video che ritrae l'ultimo stile di tango adottato da Gavito. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Per me è l'apice. Ma non esigo che chiunque debba intimorirsi nel poter affermare il contrario o che egli sia considerato necessariamente grande solo perchè è morto. Mi piacerebbe sapere se certe intuizioni che l'hanno reso grande ai miei occhi siano le medesime di altri appassionati. O se qualcuno ritiene che sia esagerato considerarlo l'apice.
Carlos Gavito. Indimenticabile.
Nell'anniversario della morte del grande maestro Carlos Gavito, che mi ha emozionato con le sue parole e con il suo modo di trasmettere l'amore per il Tango, vorrei creare uno spazio sul blog, un piccolo memoriale, con alcune sue citazioni e nostri commenti, se vi sentirete di pubblicarne.Provo profondo rammarico per non essere riuscita a conoscerlo in tempo, ma riesco a percepire la forza dei suoi insegnamenti attraverso le sue parole. Credo che uomini come Lui lascino tracce indelebili, che nè il tempo nè la morte fisica possono cancellare.
"Tic Toc. Un cuore è solo un timer. Ci tiene vivi. Quando si ferma - tu vai. Tu non senti l'amore nel tuo cuore. Lo senti nella tua anima. Tutti i sentimenti di questa terra...passione, odio, amore; la mia anima sente tantissimo la passione che amo nella vita. L'anima ti permette di sentire la passione, la follia. Tu non puoi vederla. E' dentro di te. A volte sembra che stia per esplodere. Mi sono sempre sentito in questo modo. Tutti si sentono così, ma a volte sono troppo occupati per prestarci attenzione".
"Una donna non è una marionetta. Dovrebbe essere trattata come la cosa più preziosa che esista tra le vostre braccia".
"Quando ballate con un partner siete stretti ed il ballo è molto suggestivo, ma non è una cosa intima...Stretti è quello che la musica vi ispira a diventare. L'abbraccio sembra una cosa intima, ma quello che stiamo realmente abbracciando è la musica".
“Un buon ballerino è chi ascolta la musica...Noi balliamo la musica, non i passi. Chiunque aspiri a ballare non deve mai pensare a ciò che sta per fare. Deve solo sentire la musica. Vedete, noi siamo dei pittori. Dipingiamo la musica con i nostri piedi..."
“Credo che quelli che dicono che non puoi ballare il Tango se non sei argentino, commettono un errore. Il Tango è una musica immigrante...quindi non ha nazionalità. Il suo unico passaporto è l'emozione..."
“Ogni tango è differente ed ha differenti colori. Sono “umori” sui quali noi danziamo e non sono mai gli stessi perché il nostro stato d’animo è mutevole, perché nessuno di noi è identico ad altri. E’ incredibilmente bello saper ascoltare la musica, sapere che ciò che si sta ballando è un succedersi di colori che ti fanno muovere e ti fanno fare una cosa o l’altra. I colori passano attraverso la musica e sono presenti in tutti gli strumenti. Nessun maestro può insegnare a vedere i colori, bisogna imparare da sé.”
“Il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile. Ballare il silenzio.”
“Hai ballato il tango della tua vita? Non ballare più questa notte…”
lunedì, maggio 28, 2007
Il Gran Gavito
Tratto da un esibizione registrata il 2 maggio 2003 a Londra, un esempio magistrale di tango nello stile dell'ultimo Gavito. Postura apilada, il suo braccio, le pause, gli adornos, le barridas... e le cose più facili rese impossibili. L'intesa con Maria. Anche i migliori potrebbero studiare e tentare mille volte il suo tango ma nessuno lo riprodurrebbe così....
venerdì, aprile 27, 2007
martedì, gennaio 30, 2007
venerdì, ottobre 27, 2006
Ok, vediamo cos'è 'sto tango
Tratto dal blog http://havel.splinder.com/
Di solito non so bene cosa rispondere. 'Dovresti provare', dico.
Ma una strada è guardarlo, il tango vero.
Per cui, vi posto ben 4 video, come un piccolo ritrattino del tango, totalmente personale e parziale.
Sono tutti ballerini celeberrimi, e che io amo molto.
Si tratta di esibizioni, alcune coreografate altre improvvisate. Tenere presente che il tango, al di fuori delle esibizioni, è sempre improvvisato. La sua natura profonda poggia sull'istante, sulla comunicazione sottilissima e silenziosa tra i due danzatori.
1. Geraldine Rojas e Javier Rodiguez
Mala Junta - Tango
Coppia giovane e già mitica, ahimè separatasi. Molti vedevano in loro il futuro del tango e li consideravano la migliore coppia esistente. Ora ciascuno dei due ha un'altro partner, ma la coppia magica è persa.
Eccoli in un tango che, cosa rara per un'esibizione coreografata, ribolle di intensità ed emozione dall'inizio alla fine.
2. Julio Balmaceda e Corina De La Rosa
Lagrimitas de mi corazon - Vals
Il tango ha tre generi musicali: tango, vals e milonga. Il vals è, semplicemente, un valzer o tango a tre tempi. Questo vals, così denso ed aereo è improvvisato.
3. Gustavo Naveira e Giselle Anne
Mano Brava - Milonga
La milonga è il genere leggero - in senso più alto - più movimentato, contagioso, a volte scherzoso, giocoso. Questa milonga coreografata è irresistibile.
4. Carlos Gavito e Geraldine Rojas
Due tanghi
Gavito è uno dei miti assoluti del tango, scomparso ormai da qualche anno. Il suo è un tango che sento vicinissimo, definito da molti 'metafisico', fatto di densità massima in cose impercettibili, a volte. Qui lo troviamo alla fine della sua vita, probabilmente già malato, ad improvvisare 2 tanghi colla giovane Geraldine - già vista nel video 1. Trovo infinitamente toccante questo incontro tra la vitalità fresca e piena di Geraldine e l'esperienza estrema di Gavito. Ancor di più perché tutto avviene in un'atmosfera di affetto, leggerezza ed emozione palpabili.
Provate a guardarlo di nuovo togliendo l'audio. Si sente di più.
Ecco, il tango è anche questo.
Tratto dal blog http://havel.splinder.com/
Categoria:
Carlos Gavito,
Javier Rodriguez,
Julio y Corina,
Video
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