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lunedì, febbraio 04, 2008

Maria de Buenos Aires a Messina!

MARIA DE BUENOS AIRES di Astor Piazzolla, testo di Horacio Ferrer
Teatro Vittorio Emanuele di Messina
8 FEBBRAIO 2008 - ore 21.00
9 FEBBRAIO 2008 - 21.00
10 FEBBRAIO 2008 - 17.30

Maria - Patricia Barone
(Cantor) - Sebastiàn Holz
El Duende - Juan Vitali

Quinteto Fundaciòn Astor Piazzolla
Ensemble Fundacion Astor Piazzolla
Coro
Direzione musicale Julian Vat
Maestro del coro Crstina Casal
Direzione artistica generale e costumi: LAURA ESCALADA PIAZZOLLA

Prezzo biglietti da 40 € (platea) a 10 € (II galleria).
Biglietteria online

Sinossi
Maria de Buenos Aires, la tango operita di Astor Piazzolla è stata eseguita per la prima volta al Planet Theatre di Buenos Aires nel maggio del 1968 e da allora ha conosciuto un incredibile successo mondiale.
La musica usa il linguaggio del nuevo tango, a cui Piazzolla deve la sua notorietà.
Questa produzione presenta la veste originale dell’operita, come era stata concepita da Astor Piazzolla: in forma semi-scenica, con tutti i musicisti presenti sul palco assieme alle voci soliste e al coro. La regia e i costumi sono di Laura Escalada Piazzolla, vedova del compositore, che presenterà lo spettacolo.

Trama dell’opera
L'argomento trae spunto da una sorta di leggenda metropolitana che narra di Maria, operaia di un’industria tessile di Buenos Aires che, dopo essere diventata una cantante di tango, entra in una casa di tolleranza dove muore quando è ancora molto giovane. Maria viene seppellita nella Buenos Aires degli Anni Dieci e su di lei crescerà la città.
Questo personaggio, la cui esistenza vive nell'immaginario dei cittadini di Buenos Aires, tra la realtà e il sogno, con la sua intrigante ambiguità offre lo spunto per una grande metafora che di fatto assimila la città rioplatense con le sue violenze, i suoi drammi, le sue leggende, le sue magie.
Nel racconto di Ferrer, la vicenda si colloca nella Buenos Aires moderna. Compare El Duende, una sorta di demone che per gioco va sulla tomba di Maria, dove è già cresciuto l'asfalto della città e la fa rivivere, facendole fare la stessa tremenda vita che aveva fatto in precedenza.
Nel corso dell'opera compaiono tutta una serie di personaggi surreali, come il Bandonen, altro demone che seduce Maria portandola nel campo del male per la seconda volta. Questi personaggi sono le figure che popolano i bassifondi di una tipica metropoli di porto: ladri, prostitute, protettori, ubriaconi, assassini.
Essi si relazionano con la protagonista accompagnandone e condizionandone l'esistenza.
I diversi episodi si muovono tra luoghi, ambienti, rievocazioni e stati d'animo della città come le bettole, le interminabili e violente partite a carte, i timidi corteggiamenti di ragazzi senza speranza, gli stupri, i rumori di una città palpitante di morti e di resurrezioni.
Metafora e simbolismo sono il sale di tutta la vicenda. Il testo di Ferrer ricorre più volte all’evocazione delle simbologie numeriche; mescola in un tradizionale rito latino-americano il sacro e il profano; ambienta molti momenti in Natali e Pasque di irriverente sacralità laica.
Alcuni personaggi sono poi in stretto riferimento con la cronaca della Buenos Aires degli Anni Sessanta, come gli psicoanalisti, pensati addirittura in esercito organizzato, tanto erano numerosi e agguerriti in Argentina in quegli anni di grande crisi economica, che produceva nevrosi, perdita di identità e disperazione.
Tutto il racconto si sviluppa attorno ad allucinanti metafore nelle quali Maria/Buenos Aires sorge da un inferno grottesco (le fogne della città), vi affonda e riemerge, alternando la disperazione della sua esistenza con il ricordo triste delle proprie origini e le immagini di un paradossale e segnato futuro. Le tristi vicende di Maria sono infine sublimate in un atto di partenogenesi per la quale, morendo, ella genera repliche di se stessa, così come la città di Buenos Aires produce ogni giorno infinite storie di vita e di morte.

martedì, dicembre 11, 2007

Celine Ruiz y Damian Rosenthal - Pulsacion n.1


Artist: Celine Ruiz y Damian Rosenthal
Song: Pulsacion n.1 (Piazzolla)

martedì, settembre 11, 2007

Matrimonio tanghero

Attendevo un evento particolare per pubblicare questo post...
forse un matrimonio tra tangheri... ma lo userò per festeggiare, anche con qualche giorno di ritardo, l'arrivo di una nuova tanghera tra di noi.
Benvenuta Tea, attendiamo di vederti in milonga ;)



Si tratta dell'esecuzione di Adios Nonino da parte del bandeonista Carel Kraayenhof e orchestra, in un arrangiamento con archi e coro veramente molto bello.
L'occasione è il matrimonio del principe di Olanda Willem-Alexander con Maxima, giovane argentina.
Alla cerimonia non fu presente il padre di Maxima, gerarca nel periodo più buio dell'Argentina.
Aggiungo che personalmente considero questo tipo di eventi un pò anacronistici ma mi rendo conto che a molti invece procurano gioia.
Tutto questo però non toglie nulla alla suggestione della musica e anche delle immagini.
Sorprende molto la commozione di Maxima confrontata con il volto impassibile e quasi distratto del principe.
fonte tangoblivion

mercoledì, agosto 29, 2007

VENTO DO NORTE: "Libertango", PIAZZOLLA

Spinto dalla passione per questo strumento manifestatami da una persona sono andato alla ricerca di qualche video per rendervi partecipi di un modo diverso di ascoltare il tango. Il suono più "potente" del sassofono fa acquisire al brano una diversa forma, lontana dal quella che può dare il bandoneon.

Ensemble de Saxofones do Porto interpreta "Libertango", de A. Piazzolla.

sabato, luglio 21, 2007

Balada para un loco - Corina Piatti


La argentina Corina Piatti acompañada al piano interpreta "BALADA PARA UN LOCO"
Testo: Horacio Ferrer
Musica: Astor Piazzolla

Las tardecitas de Buenos Aires tienen ese qué sé yo, ¿viste? Salís de tu casa, por Arenales. Lo de siempre: en la calle y en vos. . . Cuando, de repente, de atrás de un árbol, me aparezco yo. Mezcla rara de penúltimo linyera y de primer polizonte en el viaje a Venus: medio melón en la cabeza, las rayas de la camisa pintadas en la piel, dos medias suelas clavadas en los pies, y una banderita de taxi libre levantada en cada mano. ¡Te reís!... Pero sólo vos me ves: porque los maniquíes me guiñan; los semáforos me dan tres luces celestes, y las naranjas del frutero de la esquina me tiran azahares. ¡Vení!, que así, medio bailando y medio volando, me saco el melón para saludarte, te regalo una banderita, y te digo...

(Cantado)
Ya sé que estoy piantao, piantao,
piantao...
No ves que va la luna rodando por
Callao;
que un corso de astronautas y niños,
con un vals,
me baila alrededor... ¡Bailá! ¡Vení!
¡Volá!
Ya sé que estoy piantao, piantao,
piantao...
Yo miro a Buenos Aires del nido de
un gorrión;
y a vos te vi tan triste... ¡Vení! ¡Volá!
¡Sentí!...
el loco berretín que tengo para vos:
¡Loco! ¡Loco! ¡Loco!
Cuando anochezca en tu porteña
soledad,
por la ribera de tu sábana vendré
con un poema y un trombón
a desvelarte el corazón.
¡Loco! ¡Loco! ¡Loco!
Como un acróbata demente saltaré,
sobre el abismo de tu escote hasta
sentir
que enloquecí tu corazón de libertad...
¡Ya vas a ver!

(Recitado)
Salgamos a volar, querida mía;
subite a mi ilusión super-sport,
y vamos a correr por las cornisas
¡con una golondrina en el motor!
De Vieytes nos aplauden: “¡Viva!
¡Viva!”,
los locos que inventaron el Amor;
y un ángel y un soldado y una
niña
nos dan un valsecito bailador.
Nos sale a saludar la gente
linda...
Y loco, pero tuyo, ¡qué sé yo!:
provoco campanarios con la risa,
y al fin, te miro, y canto a media
voz:

(Cantado)
Quereme así, piantao, piantao,
piantao...
Trepate a esta ternura de locos
que hay en mí,
ponete esta peluca de alondras,
¡y volá!
¡Volá conmigo ya! ¡Vení, volá,
vení!
Quereme así, piantao, piantao,
piantao...
Abrite los amores que vamos a
intentar
la mágica locura total de revivir...
¡Vení, volá, vení! ¡Trai-lai-lalarará!

(Gritado)
¡Viva! ¡Viva! ¡Viva!
Loca ella y loco yo...
¡Locos! ¡Locos! ¡Locos!
¡Loca ella y loco yo

Traduzione in prosa con commento
di Franco Finocchiaro tratto da Tangomagazine n.4

Accolta nel 1969 con le bordate di fischi organizzate dai tanti detrattori che Piazzolla aveva in patria, la “Balada para un loco” è in seguito divenuta un successo internazionale e in assoluto la composizione più famosa della coppia Piazzolla - Ferrer. Il brano è in forma di dialogo, diviso in un recitato, in cui parla una donna, e in una parte cantata interpretata dal “loco”, il pazzo che con la sua energia creativa fa breccia nella grigia quotidianità dell’interlocutrice, svelandole
un mondo variopinto dove le gerarchie stabilite della realtà dei “normali” sono abbattute con lo sguardo innocente della poesia. La donna esce di casa e cammina per la sua solita strada in una di quelle seratine che a Buenos Aires hanno un certo non so che, ma non può trovare che la tristezza in cui versa la sua vita… quando all’improvviso, da dietro un albero, appare lui. Un miscuglio strano di penultimo barbone e di primo clandestino nel viaggio verso Venere, ha mezzo melone sulla testa, le righe della camicia dipinte sulla pelle, due mezze suole inchiodate ai piedi e, alzata in ogni mano, una bandierina di taxi libero. Sembra che solo la donna lo veda perché lui passa tra la gente e i manichini gli fanno l’occhiolino, mentre i semafori gli danno tre luci celesti e le arance del fruttivendolo all’angolo di strada gli lanciano fiori d’arancio…e così, un po’ ballando un po’ volando, si toglie il melone, la saluta, le regala una bandierina e dice: “io so che sono pazzo…! Non vedi che la luna va rotolando per la strada e un corteo di astronauti e di bambini mi ballano un valzer intorno?... balla!...vieni!...vola! lo so che sono pazzo…! Guardo Buenos Aires dal nido di un passerotto e a te, che ho visto così triste, porto la mia folle fantasia…Pazzo…! Quando scenderà l’imbrunire sulla tua solitudine, lungo il bordo del lenzuolo io verrò con un poema e un trombone per svegliarti il cuore. Pazzo…! Come un acrobata demente salterò sopra l’abisso della tua scollatura fino a sentire che ho fatto impazzire il tuo cuore di libertà…vedrai!”
A questo punto il pazzo invita la donna a volare, a salire sulla sua illusione supersport per andare a correre fra i cornicioni con una rondine nel motore…Dal manicomio, Vieytes, i pazzi applaudono… viva…viva! I pazzi che inventarono l’amore; e un angelo, un soldato e una bimba offrono ai due un valzerino da ballare… esce a salutarli la gente bella e il pazzo provoca scampanii con la sua risata e alla fine rivolge uno sguardo alla compagna e canta a mezzavoce: “Amami così, pazzo…! Arrampicati a questa tenerezza di pazzo che c’è in me, mettiti questa parrucca di allodole e vola, vola insieme a me; apriti agli amori, così potremo andare a tentare la magica follia di rivivere…viva…viva! Pazzi tutti e due! Pazzo io e Pazza tu!!

domenica, luglio 01, 2007

La Spirale aurea di Astor Piazzolla - di Monica Mantelli

Ode intima a una musica che si può ballare

Scortatemi pure alla gogna dei puristi che ritengono che Piazzolla non sia ballabile. E fatemi stare ai ceppi. Tra coloro che non fanno parte dell’Accademia della Crusca del tango. A mio modesto parere, tutta la musica è ballabile. Il problema è capire come ballarla.
Per ballare Piazzolla bisogna aver letto molta poesia di Borges, bisogna aver dormito con i suoi animali fantastici e aver sognato di volare sul mondo coi suoi occhi. Bisogna aver planato sui quadri di Dalì, tra figure sospese nell’aria e creature imponderabili, aleggianti tra divinazione e mortalità. Bisogna aver pianto sui film in bianco e nero degli Anni ‘50. Bisogna essersi invaghiti di uno stormo armonico di tutù sulle punte; bisogna aver comprato il libretto di un’opera lirica e speso più di quanto ci si poteva permettere per il biglietto della Prima. Bisogna aver ascoltato i concerti delle grandi orchestre dagli spalti di un’arena all’aperto. Guardando le stelle con la commozione dei bambini. Bisogna aver respirato l’eco del jazz nei locali accalappiati dai centri storici e l’odore del blues fumoso delle periferie cittadine.
Bisogna aver capito il blù del crepuscolo, lo spleen dei poeti maledetti, i colori delle vocali di Rimbaud. Bisogna aver scelto di vivere con passione e senza rete. Bisogna aver giocato tutto, insomma, confessando il nostro amore a una persona che non ci amerà mai. Bisogna aver voglia di rischiare, per ballare Piazzolla. Non tutti sono pronti. Buttarsi nella spirale aurea di composizioni musicali che ci portano oltre gli schemi del riconoscibile, fa paura. Turba. Mette in crisi. E allora si demonizza, si urla all’untore, perché troppa libertà fa male, meglio cullarsi in un sonno che non prevede troppi scossoni, e offre un rassicurante e ritmico disegno fisso.
Piazzolla invece presuppone l’abbandono. Presuppone lo “sciogliere le righe”. Vibrare nella curva infinita dell’energia vitale dell’uroboros, il serpente saggio che mangia se stesso. Accettare l’idea che della vita che sconfina nella morte. Ma con gusto, con intenzionalità, come sul costante filo di un rasoio.
Continua a leggere su TangoMagazine

giovedì, maggio 10, 2007

Astor piazzolla - Ave Maria

Dedicato a tutti coloro che vivono il tango con passione...



Ci si rivede al mio rientro a Catania.
Bye Bye....

venerdì, maggio 04, 2007

giovedì, maggio 03, 2007

venerdì, aprile 20, 2007

Piazzolla story

Contribuisco anch'io a fornire informazione storiche sul tango con questo video che non può essere aggiunto al blog ma che potete visionare su www.youtube.com e, per la precisione:

GUARDA IL VIDEO

A me è risultato molto interessante... non so a voi...
Buona visione...

venerdì, marzo 02, 2007

Astor Piazzolla - La Historia Del Tango


LA HISTORIA DEL TANGO / LA GUARDIA VIEJA / VOL 1

La Historia Del Tango / La Guardia Vieja / Vol 1

by Astor Piazzolla










Product detail
Label: POLYGRAM
SKU: 5797
Catalogue: 9824813
Genre: TANGO
MORE INFO

(Ascolta le canzoni cliccando sull'icona affianco al titolo)


1) El Choclo


(Discepolo Enrique Santos / Marambio Catan Juan Carlos / Villoldo Angel Gregorio)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

2) Ojos Negros


(Julian Porteño / Vicente Greco)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla
Sheet Music (Piano)

3) La Cumparsita


(Contursi Jose Maria / Maroni Enrique P. / Rodriguez Mathos)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla
Sheet Music (Piano)

4) La Cachila


(Arolas Eduardo)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

5) La Maleva


(Antonio Buglione)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

6) Mi Noche Triste


(Contursi Pascual / Samuel Castriota)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

7) Sentimiento Gaucho


(Canaro Francisco / Canaro Rafael / Caruso Juan Andres)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla
Sheet Music (Piano)

8) Nunca Tuvo Novio


(Bardi Agustin / Cadicamo Enrique Domingo)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla
Sheet Music (Piano)

9) Entre Sueños


(Aieta Anselmo Alfredo / Gimenez G.)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

10) Quejas De Bandoneon


(Juan De Dios Filiberto)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

11) Alma De Bohemio


(Juan Andres Caruso / Roberto Firpo)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

12) A Media Luz


(Edgardo Donato / Lenzi Carlos Cesar)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

13) Uno


(Discepolo Enrique Santos / Mores Mariano)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla

14) Sur


(Anibal Troilo / Homero Manzi)
Artist : Astor Piazzolla
Orchestra : Orquesta De Astor Piazzolla
Sheet Music (Piano)

mercoledì, gennaio 24, 2007

martedì, ottobre 17, 2006

sabato, ottobre 14, 2006

Ástor Piazzolla


Ástor Piazzolla, (Mar del Plata, Argentina 11 marzo 1921 - Buenos Aires 4 luglio 1992) è stato un compositore argentino di tango.

Nacque da genitori italiani, provenienti della città di Trani in Puglia, emigrati in Argentina. Con il suo bandoneon e il suo innovativo nuevo tango, egli ha rinnovato il genere. È stata una figura controversa nei confronti degli argentini, sia musicalmente che politicamente.

Conosciuto nella sua terra natale come "El Gran Ástor" ("Il grande Ástor" ) ed "El Gato" ("il Gatto", per la sua abilità e ingegno) egli è considerato il più importante musicista di tango della seconda metà del ventesimo secolo (Carlos Gardel è il più importante della prima metà).

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Métempsycose Isabel Camps Laredo Montoneri Gianluca Leone MicMac Giannicola Manuela Anania Sergio La Pigna

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