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lunedì, gennaio 07, 2008

Prossimo stage di Maria Plazaola a Messina

In attesa di un bimbo e bellissima più che mai, torna in Sicilia Maria Plazaola, quella che ormai considero la mia "Madonna del Tango"!
Dall'11 al 13 Gennaio l'associazione Tangoquerido di Messina ospiterà le sue ormai note classi di tango, di cui riporto a seguire il programma.
Venerdì 11 Gennaio:
18.00 - 19.30TECNICA DONNA(prima parte)
Sabato 12 Gennaio:
15.30 - 17.00TECNICA DONNA(seconda parte)
17.30 - 19.00Classe Biagi - D'Arienzo(INTERMEDI)
19.30 - 21.00 Classe Troilo - Pugliese(AVANZATI)
Domenica 13 Gennaio:
17.00 - 18.30Classe Biagi - D'Arienzo(INTERMEDI)
19.00 - 20.30 Classe Troilo - Pugliese(AVANZATI)

Tematiche affrontate:
TECNICA DONNE: Camminata, otto avanti e indietro, voleo, incrocio e giro. Studio dell'equilibrio e della musicalità.
LIVELLO INTERMEDIO: Sacadas e voleos
LIVELLO AVANZATO: Interpretazione di Pugliese. Variazioni di velocità, accelerazione e rallentamenti, sfidando nella coreografia la tensione musicale caratteristica di Pugliese.

L'iscrizione si effettua mediante prenotazione con acconto, che si deve versare al TangoClub entro martedì 8 Gennaio (dalle ore 18.00 alle 23.00). Ogni classe non supererà il numero di 15 coppie di iscritti.
COSTO stage € 45.00; tecnica donne € 30.00.
INFO ROSETTA 090 388785 - 340 5819772

martedì, dicembre 04, 2007

Stage Maria Plazaola 15 - 16 Dicembre 2007

PROGRAMMA

Sabato 15 Dicembre 2007

A - 15:30-17:00 TECNICA PARA LA MUJER (PRIMERA PARTE).
Postura- elegancia- equilibrio. Caminata. Ochos adelante y atrás. Cruce. Como adornar estos elementos.
Livello unico (Complementare a D)

B - 17:15-18:45 TANGO (PRIMERA PARTE).
Giros. Como girar en pista. Como marcar el giro. Ritmica del Enrosques en estilo milonguero.
Otra forma de girar. Distintas resoluciones.
Livello Intermedio/Avanzato*(Complementare a F)

C - 19:00-20:30 VALS
Cadencia. Secuencias apropiadas para la rítmica del vals. Uso de la americana como puente.
Livello Intermedio/Avanzato

Domenica 16 Dicembre 2007

D - 16:00-17:30 TECNICA PARA LA MUJER (SEGUNDA PARTE).
Musicalidad en los adornos. Voleo. Giro. Sensibilidad en la respuesta. Uso del taco y la cadera.
Livello unico

E - 17:45-19:15 MILONGA
Básicos para bailar milongas rápidas. Giros en milonga.
Livello Intermedio/Avanzato

F - 19:30-21:00 TANGO (SEGUNDA PARTE)
Caminatas atrás giradas del hombre y caminatas adelante de la mujer. Distintas resoluciones. Musicalidad
Livello Intermedio/Avanzato

Lo stage avrà luogo presso il Centro Studi Danza (CSD)
Piazza Tivoli 1, Tremestieri Etneo-Canalicchio-Catania

Costi Stage
  • 1 lezione € 25
  • 2 lezioni € 45
  • 3 lezioni € 65
  • 4 lezioni € 80
  • 5 lezioni € 85
  • 6 lezioni € 100
Scadenza iscrizioni 11 Dicembre 2007

Per ulteriori dettagli rivolgersi a Ennio Bousquet
www.neotango.it

lunedì, ottobre 01, 2007

Maria Plazaola y Ruben Harymbat

Dedicato alle intenditrici...


Ruben de Pompeya bailando informalmente un tango durante el seminario que dio en la Academia de Susana Miller y Maria Plazaola en el Beso.

lunedì, agosto 27, 2007

Maria Plazaola racconta Gavito - Seconda parte

(continua da Maria Plazaola racconta Gavito - Prima parte)

Che cosa ha cambiato in te?
Mi ha cambiato la maniera di appoggiare il peso a terra, ogni movimento. Gavito aveva sviluppato una tecnica femminile, la più precisa, penso, che esista per la donna. Mi sento fortunata, perché l’ho incontrato in un momento di evoluzione della sua tecnica, e mi ha modellata secondo questi concetti, li ha messi in pratica. Questo era un aspetto bellissimo di Gavito: era sempre in costante evoluzione. Non si è mai fermato, non ha mai smesso di studiare, di creare, mai! Nemmeno quando era alla fine della sua vita.

Com’era una giornata di lezione con Gavito?
Molto mate e musica… La musica era la cosa più importante. Metteva un tango di un autore che gli piaceva –Angel Vargas, Di Sarli – una musica che lo ispirasse e cominciava a fare dei movimenti con i piedi che gli piacevano. Era come se costruisse la sequenza iniziando dal movimento della donna, che faceva meglio di me, meglio di qualsiasi donna. Dopo me lo faceva provare e creava qualcosa per lui, che accompagnasse questo movimento, per seguire la bellezza della donna nella musica; con l’idea che: “l’uomo è la colonna e la donna la decorazione e la sua bellezza”. Era così una giornata di prove con Gavito nel suo studio. Poi dipendeva se dovevamo preparare una coreografia o ballare improvvisati; ma ancor più che nelle prove, ho imparato a ballare con Gavito seguendo le sue lezioni, come compagna, anche se non ero ancora pronta. Ho capito poco a poco quello che voleva da me e ancora di più ho capito e imparato ballando con lui in milonga. Abbiamo ballato tanto in quel periodo. Proprio in milonga, ballando nella pista in mezzo alla gente, Gavito ha creato tutti quei movimenti che caratterizzano l’ultimo periodo del suo ballo, che lui tanto amava: la palita, il sandwichito e tante altre cose che non avevano più a che fare con il palco, ma con la milonga e con la coppia nello spazio e nella musica. Quando l’ho conosciuto nel 2002 Gavito viveva un conflitto tra il ballo da spettacolo per il palco e il ballo per la milonga, era in un momento di transizione, penso. Gavito è sempre stato un milonguero, ma in quel momento stava lasciando la coreografia per arrivare poco a poco alla completa improvvisazione.

Secondo te cosa caratterizza il ballo di Gavito? Che cosa lo rende così diverso? Perché è così speciale?
L’intensità con la quale ballava, con la quale viveva, che era la stessa.
Questa intensità si rifletteva nell’abbraccio, nel ballo, nella pausa, nella tensione tra uomo e donna – l’emozione. Senza questa emozione sarebbe stato impossibile sostenere quel ballo senza passi, quelle pause. Senza emozione si sarebbero dovuti fare movimenti, figure.
Invece per mantenere l’attenzione della gente che guardava, Gavito usava l’emozione. Nel tango si doveva mettere qualcosa in più come diceva lui: “il cuore, l’anima” non il movimento.

È difficile spiegare chi era Gavito, il suo pensiero sul tango. Nel manuale che abbiamo pubblicato ci sono le frasi che appartenevano a lui. Ci piacerebbe parlare di quello che intendeva con queste frasi, dietro le quali si nascondono concetti profondi, la prima è: “el tango está entre paso y paso”. Che significato ha per te?
Per me ha significato capire, che è necessario dare valore alle piccole cose che stanno in mezzo al movimento. Quando prima dicevo che mi ha cambiato la maniera di pisare (pestare, calpestare il pavimento: camminare) – chiaramente io sapevo fare l’otto indietro, l’incrocio – Ma non così! dando valore ad ogni piccola parte del corpo che si muove. Per me questa frase è una dichiarazione di principio di che cosa è il tango, e nello stesso tempo è una polemica che in qualche modo Gavito stava facendo verso un altro tipo di pensiero. Gavito stava avvalorando l’idea che il tango non è la figura, la sacada, il gancho, non è la volcada... il tango non è niente di tutto questo. Stava discutendo anche con se stesso, con il suo passato di palcoscenico, e questa frase è una sintesi cui è arrivato dopo anni. Gavito voleva dire che il tango sta tra un passo e l’altro, che il tango non è il passo; l’importanza e l’enfasi non stanno nel movimento, ma piuttosto quando non fai niente: “quando non fai niente e stai ballando tango”. C’era talmente tanta intensità nel suo ballo che poteva sostenerlo anche senza passi. In classe esprimeva sempre questo concetto e poi diceva: «adesso vi faccio un tango senza passi». Sembrava che avrebbe fatto una cosa, ma non la definiva. Tornava indietro e continuava a giocare sugli stessi elementi. Faceva due passi, un otto e un incrocio e già questo era un tango: era il modo, non i passi. È difficile spiegarlo così. Guardando Gavito ballare era così chiaro quello che voleva dire. Il tango sta fra un passo e l’altro è parte di concetti di sintesi che ha elaborato dopo tanti anni di esperienza, durante i quali ha cambiato la sua visione delle cose, cui ha continuato a lavorare. Penso che volesse dire che nessuno ha bisogno di fare tante cose, che si incontra il tango quando ci si innamora, quando si ha il piacere di abbracciare una donna e di goderne, quando è un sentimento, un’emozione a guidare il nostro ballo.

Mi ricordo che a scuola si arrabbiava moltissimo perchè la gente si preoccupava di imparare i passi e le sequenze, diceva sempre: « qui non si imparano i passi, se volete imparare i passi andate in un’altra scuola, qui si impara il tango! Ma quasi nessuno capiva vero?
Si, era difficile. Anche Gavito diceva sempre che per capire il significato del “tango tra un passo e l’altro”, ci volevano tanti anni, tutta una vita forse.

Perché detestava l’idea di sequenza e preferiva parlare di possibilità, soluzioni, improvvisazione? La situazione che Gavito cercava era quella legata alla milonga, alla pista, dove non esiste il passo, esiste la situazione. Non esiste decidere di fare una sequenza e pensare: ora inizio così e finisco cosà. È la situazione, la musica e la ballerina che determinano il movimento da fare. Lì sta il tango, lì si vede il ballerino: nel ballo improvvisato in pista.

Intervista a cura di Marianna Menzione
Tratta da Tangomagazine – Novembre 2006

venerdì, agosto 24, 2007

Maria Plazaola racconta Gavito - Prima parte

Come vi siete conosciuti? Come ti ha invitato a ballare?
Ho conosciuto Gavito al Beso, nel novembre del 2001.
Gavito non stava mai a Buenos Aires, era sempre in giro con i Forever Tango, così io non sapevo chi fosse, sapevo che esisteva Gavito, ma non l’avevo mai incontrato.

Quella sera al Beso mi ha invitata, era seduto al tavolo dove generalmente si siedono i ballerini bravi, così ho accettato il suo cabezeo. Abbiamo iniziato a ballare ed è stata una sorpresa, mi ha fatto entrare subito in un’altra dimensione musicale, non capivo cosa stesse facendo
ma, in quel periodo, io ero come annoiata del ballo, conoscevo quasi tutti i ballerini e ballavo sempre con le stesse persone…
Con Gavito era tutto diverso, tutto era nuovo, un linguaggio nuovo per il mio corpo. Non mi rendevo conto di quello che facesse, mi domandavo: che cosa sta facendo? Cammina da questo lato? Mi faceva girare in calesita, prima su una gamba, poi su un’altra, era tutto così diverso… Quando abbiamo smesso di ballare mi sentivo tremare. Questo è stato il primo incontro. Poi è partito e non l’ho più visto. Solo dopo mi hanno detto che avevo ballato con Gavito, per questo era così speciale: con il suo abbraccio intenso – tutti al Beso ballano abbracciati –
il suo abbraccio però era tanto profondo che anche il mio lo diventava, il mio braccio sinistro sembrava quasi avanzare rispetto al mio corpo e proseguire sul suo.
Nel marzo del 2002, l’ho incontrato di nuovo al Beso. Mi ha invitata di nuovo a ballare. Non ballava con nessuna quella sera – e stava invitando a ballare me! – Ero tutta nervosa perché ora sapevo chi era. Abbiamo ballato due tanghi e poi mi ha chiesto se potevo andare al Sunderland il sabato sera. Mi sono detta: al Sunderland il sabato sera? Mi sta invitando a uscire? Gli ho risposto: « No… ho un fidanzato » e lui « ma no, vieni, mi piace ballare con te, lì c’è la musica giusta, c’è spazio per ballare, si va in gruppo… ». Conoscevo il Sunderland, è frequentato soprattutto da coppie; diceva che voleva andare lì perché si poteva ballare di più… In realtà era tutta un’astuzia, perché sapeva che stava tornando al Sunderland dopo tanto tempo e sicuramente gli avrebbero chiesto di ballare un tango, aveva pianificato tutto perché ballassi con lui davanti a tutti.
Non sapevo cosa fare. Alla fine sono andata con un’amica e ci siamo sedute al suo tavolo, dove c’era molta gente. Quando hanno chiesto a Gavito di ballare mi ha detto: « Facciamo un tango insieme? » gli ho risposto: « No!!! sei matto? » E lui: « Stai tranquilla, ma non incrociare al cinque! L’unica cosa che devi fare è non incrociare al cinque » « che vuoi dire? Non incrociare al cinque? » Gavito: « Tu aspetta, non avere fretta e non incrociare al cinque!».
È partita la musica: El ingeniero, di Carlos Di Sarli... È stato bellissimo. Non mi ricordo cosa ho fatto, non sapevo fare niente di quello che faceva Gavito, solo dopo ho imparato a ballare con lui, ma in quel momento era tutto nuovo... Mi ricordo solo dell’incrocio: mi ha fatto fare tutti gli incroci piano, è stato bellissimo.
Quando è finito il tango, mi ha preso da parte e mi detto che Marcela, la sua ballerina, era incinta e stava cercando un’altra compagna. Marcela avrebbe continuato a lavorare negli spettacoli dei Forever Tango ma non avrebbe potuto accompagnarlo in nessun’altra occasione: stage, esibizioni. Io dicevo che era matto, non gli credevo. Sapevo che Gavito era un seduttore, mi sembrava un corteggiamento e poi non credevo possibile che volesse proprio me come ballerina. Non ero nessuno in quel momento, c’erano tante ballerine brave che potevano ballare
con lui, non capivo perché stesse scegliendo proprio me, ma mi disse che non voleva una ballerina già formata, voleva “farla lui”. Inoltre diceva che avevo una cosa che non si poteva insegnare: la sensualità, la femminilità: per questo mi sceglieva. Io non mi sentivo così. Gavito, nel tempo, mi ha fatto scoprire questa parte di me. Continuavo a pensare che mi stesse corteggiando. Poi ho indagato, ho chiesto in giro e ho scoperto che era vero che stava cercando una nuova compagna, aveva già fatto altre prove a sorpresa ad altre ballerine, a suo modo stava facendo un “casting” e il ballo al Sunderland era stata la mia audizione!
Pochi giorni dopo abbiamo fatto un primo incontro nel Beso, una lezione, un ensajo, dove in un’ora mi ha fatto vedere tutto: l’otto indietro, l’otto in avanti, il boleo, l’incrocio… Tante cose. Impazzivo. Era troppo difficile per me: tutto quello che aveva elaborato per la tecnica femminile me l’ha fatto fare in un ora! Ho dovuto imparare tutto di nuovo, pensavo di saperle fare queste cose, ma no… non le sapevo fare, tutta la tecnica era diversa, con la caratteristica di dare valore ad ogni dettaglio.

Intervista a cura di Marianna Menzione
Tratta da
Tangomagazine – Novembre 2006

venerdì, agosto 03, 2007

Passionale

e adesso silenzio, dedicate 4 minuti a questo stupendo video...

dancers: Carlos Gavito y Maria Plazaola

giovedì, agosto 02, 2007

Maria Plazaola Y Andres Laza Moreno

Il video è stato registrato presso "El Beso" nella prima metà del febbraio 2007 durante il raduno internazionale "milongueando" e riprende la Plazaola con Laza Moreno. Probabilmente è la prima esibizione di Maria dopo la morte di Gavito.


Un tangaso "Despues" bailado por Maria y el Bichy en "EL Beso"

lunedì, maggio 28, 2007

Il Gran Gavito

Tratto da un esibizione registrata il 2 maggio 2003 a Londra, un esempio magistrale di tango nello stile dell'ultimo Gavito. Postura apilada, il suo braccio, le pause, gli adornos, le barridas... e le cose più facili rese impossibili. L'intesa con Maria. Anche i migliori potrebbero studiare e tentare mille volte il suo tango ma nessuno lo riprodurrebbe così....

giovedì, maggio 24, 2007

Cantico della Plazaola

Mi permetto di "rubare" un commento pregnante e denso di significato scritto da Farolit e pubblicato sul sito tangoquerido di Messina e inerente al metodo di insegnamento e alla personalità di questa straordinaria artista... Vi prego, se potete, di leggerlo con attenzione.

22 Maggio 2007

Maria.
Maria ha un' idea. Un' idea esatta del tango.
E per un' idea esatta del tango non ci vogliono parole a spiegare, non basterebbero. Allora Maria non ha solo un’ idea esatta del tango, Maria è un’ idea esatta del tango. La incarna nel suo stesso corpo, senza troppe parole. La sua idea è “armonia”. E fa le magie.
Non alza la voce, mai, perché non deve farlo: appena apre bocca por favor, simultaneamente, si crea un naturale silenzio attorno a lei. Inizia a parlare e le sue parole, esatte - (nell’intenzione e nella misura, mai una di più né una di meno), si espandono attorno e, nell’espandersi, creano spazio concavo, una cassa armonica tutta protesa all’ascolto. Lei può anche sussurrare qualcosa, questo qualcosa risuona cristallino.

Maria è il centro di un’armonia naturale.

Ed è come se lei non lo sapesse o, addirittura, come se trovasse naturale che sia così. Anche il cerchio di persone che si forma attorno a lei è esatto, senza aver preso le misure prima.
Lo è naturalmente come lo è il cerchio della corolla di un fiore o di una goccia caduta nell’acqua, lo è senza saperlo. E’ quasi una Principessa Disney, una Biancaneve nel bosco, una Cinderella tra gli animaletti, incantevole creatura di un mondo incantato. Quasi.

Se non fosse che quell’incantamento nasce proprio da lei, non da Disney, nasce dal dominio potente che Maria esercita sugli elementi che la compongono e la circondano. Lei non fa differenza tra ciò che la compone e ciò che la circonda, tra il suo corpo e lo spazio, gli altri.

Il suo genio è Armonia naturale e, come tale, capace di trasferirsi al resto, con immediatezza. Aqui e ahora. Così, ùn-dòs-très, in tre secondi parte la Creazione dell’Armonia, da un suo piccolo gesto delle braccia, da un suo lieve richiamo onomatopeico tàcadàcadàcadà, dalle dita metafisiche che si spingono nel punto più alto del cielo a ricamare l’equazione del creato, dagli occhi imperiosi d'azzurro che non perdono un micromillimetro della partecipazione individuale all’orchestra, dal suo corpo di giunco che sta fermo con grazia composta oppure si muove oltre il limite senza alcuna tensione artificiale, ma che - sempre- agisce, con naturale esattezza, verso un esempio perfetto, eppure sempre possibile, per tutti .

Un esempio che non allontana l’imperfezione di chi la mira, ma piuttosto l’avvicina col desiderio di farne parte, di condividere, di parteciparne attivamente. Un gesto che dona a chiunque consapevolezza di essere un' armonia possibile. E, in tre secondi, ùn-dòs-très l’Armonia le risponde: altri corpi la seguono naturali, composti; pulsano, ritmici, sincronici come spighe di grano ondeggiate dal vento, come anemoni di mare, come stormi di storni, come banchi di pesci che seguono la stessa direzione e, repentini, la cambiano tutti insieme. Undòs tacadacadà… Sinìstra dèstra, sinìstra-dèstra-sinìstra. Intelligenza della natura.
Il pifferaio magico non ha pifferi per le sue magie. Parla ai lupi e alle colombe con lo stesso linguaggio. E i lupi e le colombe le rispondono. Nel tango anche gli occhi ballano dice con un sorriso di angelo leonardesco e ruota le mani in aria, in cerchi soavi che dialogano coi piedi di Gavito, disegnando nello spazio invisibili geometrie vitruviane, tracciando con piedi la linea esatta con cui la natura costruisce l’armonia, la linea da seguire, semplice non facile.
Ma sempre possibile: Natura, optuma duce! La Creazione del'Armonia non è altro che la scoperta.
La sua sagoma rinascimentale si mescola con dolcezza al tutto, alla ronda ritmata, creata. Ed ha sempre estrema cura di scegliere una musica adatta per ogni impulso necessario all'ascolto della naturalezza nuova, una frase di note sgorgata da violini, una metrica esatta sospinta dal bandoneon che suggerisca, sostenga quell’armonia possibile del corpo. E dell’anima.

Maria non parla mai dell’anima.
Mentre il suo corpo esile si espande e si ritrae a suo piacimento, si allunga verso l’alto fino a toccare il tetto, si protende elastico come una palma giovinetta per 10 mestri senza cadere in avanti , si avvita verso sù come un viticchio d’uva senza fine, si assottiglia in una linea quasi a scomparire e riappare femminea o infantile sotto la forma che preferisce. Sotto gli occhi stupiti delle creature con cui dialoga.
E quando torna in sé ti parla come se tutto ciò fosse naturale, ovvio. "Hermano sol, hermana milonga, claro que sì : facciamo parte tutti della stessa armonia”.
Non siamo diversi. Non nella musica. La musica - il tango - offre la stessa possibilità di armonia a tutti, a chiunque vi stia veramente dentro. Bisogna solo accorgersene.
E lei è aqui y ahora per questo, per renderti consapevole di una scoperta naturale. Scoperta semplice ma non facile.
Mira, hermana Farolit, escucha hermano tango. Miro, hermana Maria, laudata sii.

Maria non parla mai dell’anima, non con le parole, perché ha scelto il corpo per fare parlare l’anima. Perché ha scelto il tango.

Il tango querido che, per sua natura, fa parlare l’anima attraverso il corpo qui e ora "esattamente"... Sinistra destra sinistra-destra-sinistra

Questa laude a Madonna Plazaola è il ringraziamento per una entusiasmante non-stop di due giorni (7 + 7 ore) in cui la generosa Maria ci ha fatto il bel dono di riportaci alla natura del tango, senza quasi farci percepire la tecnica. Perchè ci ha fatto capire che tecnica e natura dialogano l'una con l'altra senza costringersi ma esaltandosi a vicenda. Dove? Nella musica.

martedì, maggio 15, 2007

Adesioni stage Plazaola

Ciao ragazzi!
Questo fine settimana ci sarà lo stage di Maria Plazaola a Messina (info).
Stiamo organizzando un gruppo per spostarci insieme da Catania ed usufruire di eventuali sconti sulle lezioni.
Se qualcuno di voi fosse interessato alle lezioni o alla milonga serale (con annessa eventuale cenetta), lo comunichi a me o ad Aliento o semplicemente lasci un commento a questo post.
Baci milongueri!!!

giovedì, aprile 19, 2007

Stage a Messina con Maria Plazaola 19 - 20 Maggio 2007

Ciao ragazzi! Vi segnalo il prossimo stage della Plazaola a Messina il 19 - 20 Maggio 2007, presso TangoQuerido.
Eccovi il programma:

SABATO
14.30 - 16.00 TECNICA DONNE PRINCIPIANTI
16.15 - 17.45
PRINCIPIANTI
18.00 - 19.30 INTERMEDI
19.45 - 21.15 AVANZATI * (PRINCIPIANTI)

DOMENICA
14.30 - 16.00 TECNICA DONNE INTERMEDIE AVANZATE
16.15 - 17.45
PRINCIPIANTI
18.00 - 19.30 INTERMEDI
19.45 - 21.15 AVANZATI* (INTERMEDI-AVANZATI)

* N.B. lo stage per avanzati avrà luogo a condizione che si raggiunga il numero di 8 coppie di iscritti.

COSTO
€ 45.00
(per i soci ordinari)
€ 50.00 (per i soci straordinari)
€ 30.00 Tecnica donne

INFO ROSETTA
090 388785 - 340 5819772

lunedì, marzo 26, 2007

Maria Plazaola

Maria Plazaola è oggi una delle maestre più esperte nell’insegnamento del tango argentino, oltre che una delle più brave e importanti ballerine del circuito internazionale.
Maria coniuga, nel suo insegnamento, intensità emotiva ed estetica unica.
La sua naturale sensualità ed eleganza la rendono una partner di ballo e una maestra di tango insostituibile.
Trasmette l'arte di camminare in sala e di come gestire al meglio lo spazio ascoltando la musica e il proprio partner, enfatizzando la complicità della coppia.

Il modo di insegnare ai suoi allievi è la sintesi di un continuo studio musicale approfondito e la traduzione delle coreografie di ballo dei vecchi milongueros.
La sua tecnica femminile, che mira a sviluppare la sensualità della donna nel ballo, è diventata un punto di riferimento essenziale per ogni stile di tango.
Maria Plazaola inizia a ballare con Gloria y Rodolfo Dinzel e, frequentando le principali milongas di Buenos Aires, apprende il tango ballando con i migliori milongueros.
Dal 1999 ha lavorato come docente titolare della Universidad del Tango de Buenos Aires. Da marzo del 2001, assieme a Susana Miller, dirige l’accademia di Tango “El Beso”, dove tiene classi e seminari durante tutto l’anno. Da marzo del 2002 ha ballato professionalmente con Carlos Gavito, con il quale ha realizzato numerose esibizioni e workshops a Buenos Aires, in Europa, Giappone, Russia e Nuova Zelanda.

martedì, marzo 20, 2007

Stage Maria Plazaola 23-24-25 Marzo 2007

Venerdi 23 Marzo 2007
20:30-22:00

Tango: Postura, abrazo, ritmo,tecnica para un baile en equilibrio.Caminatas: distintas caminatas ritmicas. Ramientas para bailar en pista.
A - Livello unico

Sabato 24 Marzo 2007
15:00-16:30

Tecnica para la mujer primera parte: Trabajo profundo sobre el equilibrio y el yuego sobre la pierna libre. Economia de espacio en jeugo de pies. Caminata. Ochos adelante y ochos atras: distintos tipos.
B - Livello unico*(Introduttivo a E)

16:45-18:15

Tango primera parte: Giros. Como girar en pista. Como marcar el giro. Ritmica del giro. Combinacion de giros.
C - Livello Intermedio/Avanzato*(Introduttivo a F)

18:30-20:00

Milonga: Combinaciones ritmicas. Entrar y salir del traspie. Uso del espacio. Elementos de circulacion en ritmo milonga. Los 'puentes' de la milonga.
D - Livello Intermedio/Avanzato

Domenica 25 Marzo 2007
15:00-16:30

Tecnica para la mujer segunda parte: Utilizamos a la musica como motor de cada movimiento y como suporte para el equilibrio. Voleo, cruce y giro. Musicalidad en los adornos. Uso de la cadera y del taco.
E - Livello unico

16:45-18:15

Tango segunda parte: Giros, sacadas y voleos. Desarrollo de secuencias que incluyan combinaciones de estos tres elementos. Musicalidad especifica para estos elementos.
F - Livello Intermedio/Avanzato

18:30-20:00

Vals: Ritmica particular del vals. Cadencia. Secuencias para vals. Giros y contragiros en vals.
G - Livello Intermedio/Avanzato * B e/o C Fondamentale per E e/o F


Lo stage avrà luogo presso il Centro Studi Danza (CSD)
Piazza Tivoli 1, Tremestieri Etneo-Canalicchio-Catania

Costi Stage

1 lezione € 25 - 2 lezioni € 45 - 3 lezioni € 60 - 4 lezioni € 75 - 5 lezioni € 90 - 6 lezioni € 100
Métempsycose Isabel Camps Laredo Montoneri Gianluca Leone MicMac Giannicola Manuela Anania Sergio La Pigna

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