lunedì, giugno 25, 2007
domenica, giugno 24, 2007
Storia e mito del ballo più seducente di tutti i tempi
A mezzanotte va...
Storia e mito del ballo più seducente di tutti i tempi
di Giulia Caruso
Gauchos e guapos. Operai e giocatori d’azzardo. Prostitute, fuorilegge e tutta la varia umanità che approdava in quella babele di etnie che era Buenos Aires alla fine dell’Ottocento. Un’umanità fervida e dolente, triste e allegra, che nelle sale dei caffè e nei bordelli creava una nuova danza dal nome ammaliante, ricca di vibranti emozioni. Un intreccio di passi, prima senza legge, poi codificati dal tempo e dall’abilità di generazioni di ballerini.
Frutto meticcio delle culture musicali confluite nel bacino del Rio della Plata, il tango ebbe radici a Buenos Aires. Negli arrabales, i quartieri più umili, qualcuno cominciò a ballare un nuovo ballo, molto ritmato. Lo chiamavano milonga, era un ballo di coppia, uno di fronte all’altro, separati. Una specie di camminatain cui uno avanzava e l’altro indietreggiava. La milonga ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del tango, ma si sviluppò parallelamente come genere indipendente. Rare erano le donne nei caffè dell’epoca, per cui il tango primitivo si ballava tra uomini, i compadritos, che danzavano uno di fronte all’altro fissandosi con espressione torva.
Saranno soprattutto le ragazze dei bordelli a ballare per prime il tango. Nascono miti metropolitani come quello della Rubia Mireya, nome di battaglia di Margherita Gardier, bionda e bellissima tanguera dell’Almagro, forse mai realmente esistita. Aprono le milongas, le prime sale da ballo. Già da allora il tango era accompagnato dalle chitarre e soprattutto dalbandoneón, diretta derivazione di un organetto inventato in Germania, dove non ebbe molta fortuna. Grazie al genio di numerosi interpreti, da strumento per semplici arie e accompagnamenti il bandoneón divenne uno straordinario mezzo espressivo.

Nei primi decenni del ‘900 il tango ha il volto e la voce di El Morocho del Abasto, Carlos Gardel. Un mito fin da quando incise la sua prima canzone, “Noche Triste”, 100 mila copie vendute nel 1917, e l’acclamazione come "el rey del tango" sia nei paesi latini che in Europa. Gardel muore in un incidente aereo nel 1935 a soli 44 anni. Nel frattempo il tango dilaga.
A Hollywood buca lo schermo, consacrandosi alla storia del cinema con Rodolfo Valentino. In Italia anatemi e scomuniche da parte della Chiesa non ne fermano l’avanzata. L’abbraccio dei ballerini, peccaminoso per la mentalità dell’epoca, è oggetto di studio per molti teorici della danza. Carlos Vega, uno dei più grandi studiosi di tango, lo lega ad un problema pratico, dovuto alle sale affollate. I ballerini non avevano alternativa, o si camminavano sui piedi o si abbracciavano!
Tra i musicisti che contribuirono alla leggenda popolare del tango, Osvaldo Pugliese occupa un posto di primissimo piano. Nato nel 1905, iniziò la sua carriera di pianista negli anni ‘20. Fondò la sua prima orchestra nel ‘39 e nel 1943 cominciò a incidere dischi diventando negli anni ambasciatore del tango a livello mondiale. I suoi tanghi, dalle sonorità uniche, grazie al prezioso contributo del bandoneón di Osvaldo Ruggero sono tra i più ballati dai tangueros di tutto il mondo.
Per la maggior parte degli europei la gloria del tango ha il nome di Astor Piazzolla, un vero innovatore del genere. In Italia il nome di Piazzolla approda nei primi anni ‘70, complice un’apparizione televisiva legata a “Balada para mi muerte”, interpretata magistralmente da Mina.
Nel 1946 Piazzolla forma la sua prima orchestra; nello stesso periodo si dedica alla musica sinfonica componendo per grande orchestra, sempre più convinto che il tango sia una musica da ascoltare e non da ballare. Ma grazie all’incontro con il “tango canzone”, genere più popolare, ottiene l’attenzione del grande pubblico. Sono infatti brani come “Tangazo” che gli assicurano il successo anche negli Usa.
Nel 1969 “Balada para un loco” batte tutti i record di vendita in Argentina. Tutti sono ormai concordi nel riconoscere in Piazzolla la più autentica espressione della musica di Buenos Aires. Nella sua vasta produzione il grande musicista annovera anche colonne sonore di film come “Enrico IV” di Bellocchio e “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi. Anche Salvatores ha voluto nella colonna sonora di “Denti” (2000) “El Penultimo”, uno dei brani più belli di Piazzolla.
Storia e mito del ballo più seducente di tutti i tempi
di Giulia Caruso
Gauchos e guapos. Operai e giocatori d’azzardo. Prostitute, fuorilegge e tutta la varia umanità che approdava in quella babele di etnie che era Buenos Aires alla fine dell’Ottocento. Un’umanità fervida e dolente, triste e allegra, che nelle sale dei caffè e nei bordelli creava una nuova danza dal nome ammaliante, ricca di vibranti emozioni. Un intreccio di passi, prima senza legge, poi codificati dal tempo e dall’abilità di generazioni di ballerini.
Frutto meticcio delle culture musicali confluite nel bacino del Rio della Plata, il tango ebbe radici a Buenos Aires. Negli arrabales, i quartieri più umili, qualcuno cominciò a ballare un nuovo ballo, molto ritmato. Lo chiamavano milonga, era un ballo di coppia, uno di fronte all’altro, separati. Una specie di camminatain cui uno avanzava e l’altro indietreggiava. La milonga ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del tango, ma si sviluppò parallelamente come genere indipendente. Rare erano le donne nei caffè dell’epoca, per cui il tango primitivo si ballava tra uomini, i compadritos, che danzavano uno di fronte all’altro fissandosi con espressione torva.
Saranno soprattutto le ragazze dei bordelli a ballare per prime il tango. Nascono miti metropolitani come quello della Rubia Mireya, nome di battaglia di Margherita Gardier, bionda e bellissima tanguera dell’Almagro, forse mai realmente esistita. Aprono le milongas, le prime sale da ballo. Già da allora il tango era accompagnato dalle chitarre e soprattutto dalbandoneón, diretta derivazione di un organetto inventato in Germania, dove non ebbe molta fortuna. Grazie al genio di numerosi interpreti, da strumento per semplici arie e accompagnamenti il bandoneón divenne uno straordinario mezzo espressivo.

Nei primi decenni del ‘900 il tango ha il volto e la voce di El Morocho del Abasto, Carlos Gardel. Un mito fin da quando incise la sua prima canzone, “Noche Triste”, 100 mila copie vendute nel 1917, e l’acclamazione come "el rey del tango" sia nei paesi latini che in Europa. Gardel muore in un incidente aereo nel 1935 a soli 44 anni. Nel frattempo il tango dilaga.
A Hollywood buca lo schermo, consacrandosi alla storia del cinema con Rodolfo Valentino. In Italia anatemi e scomuniche da parte della Chiesa non ne fermano l’avanzata. L’abbraccio dei ballerini, peccaminoso per la mentalità dell’epoca, è oggetto di studio per molti teorici della danza. Carlos Vega, uno dei più grandi studiosi di tango, lo lega ad un problema pratico, dovuto alle sale affollate. I ballerini non avevano alternativa, o si camminavano sui piedi o si abbracciavano!
Tra i musicisti che contribuirono alla leggenda popolare del tango, Osvaldo Pugliese occupa un posto di primissimo piano. Nato nel 1905, iniziò la sua carriera di pianista negli anni ‘20. Fondò la sua prima orchestra nel ‘39 e nel 1943 cominciò a incidere dischi diventando negli anni ambasciatore del tango a livello mondiale. I suoi tanghi, dalle sonorità uniche, grazie al prezioso contributo del bandoneón di Osvaldo Ruggero sono tra i più ballati dai tangueros di tutto il mondo.
Per la maggior parte degli europei la gloria del tango ha il nome di Astor Piazzolla, un vero innovatore del genere. In Italia il nome di Piazzolla approda nei primi anni ‘70, complice un’apparizione televisiva legata a “Balada para mi muerte”, interpretata magistralmente da Mina.
Nel 1946 Piazzolla forma la sua prima orchestra; nello stesso periodo si dedica alla musica sinfonica componendo per grande orchestra, sempre più convinto che il tango sia una musica da ascoltare e non da ballare. Ma grazie all’incontro con il “tango canzone”, genere più popolare, ottiene l’attenzione del grande pubblico. Sono infatti brani come “Tangazo” che gli assicurano il successo anche negli Usa.
Nel 1969 “Balada para un loco” batte tutti i record di vendita in Argentina. Tutti sono ormai concordi nel riconoscere in Piazzolla la più autentica espressione della musica di Buenos Aires. Nella sua vasta produzione il grande musicista annovera anche colonne sonore di film come “Enrico IV” di Bellocchio e “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi. Anche Salvatores ha voluto nella colonna sonora di “Denti” (2000) “El Penultimo”, uno dei brani più belli di Piazzolla.
sabato, giugno 23, 2007
Primi filmati Tangheri
Sono riuscito a scovare su Youtube un filmato dei primi del '900, ancora senza audio, realizzato da un Italiano di nome Federico Valle. Nello stesso appare, come didascalia, la partitura del pezzo che si sarebbe dovuto suonare in sincrono col filmato.
Riporto testualmente il commento lasciato su youtube:
De 1924, de Federico Valle, italiano, radicado en la Argentina en 1915, y un verdadero pionero filmando en quince años (1915 al 1930), la suma de 565 noticieros, 2000 documentales y 75 largometrajes de ficción, se le debe junto a Pablo Benedetti, haber realizado este film, donde por primera vez en el mundo, el pentagrama musical, se encuentra en la parte baja del fotograma de la proyección, para que las orquestas en los cines tocaran la música que correspondia al film. Trabajan en la citada película dos actores italianos, contratados especialmente para esta monumental producción, Leticia Quaranta y Carlo Campogalliani, este último se ocupó de la realización del film. También fue la primera coproducción del cine argentino, brasilero, italiano. Además se toca por primera vez el tango "Buenos Aires".
Ecco a voi il video:
Buona visione.
Riporto testualmente il commento lasciato su youtube:
De 1924, de Federico Valle, italiano, radicado en la Argentina en 1915, y un verdadero pionero filmando en quince años (1915 al 1930), la suma de 565 noticieros, 2000 documentales y 75 largometrajes de ficción, se le debe junto a Pablo Benedetti, haber realizado este film, donde por primera vez en el mundo, el pentagrama musical, se encuentra en la parte baja del fotograma de la proyección, para que las orquestas en los cines tocaran la música que correspondia al film. Trabajan en la citada película dos actores italianos, contratados especialmente para esta monumental producción, Leticia Quaranta y Carlo Campogalliani, este último se ocupó de la realización del film. También fue la primera coproducción del cine argentino, brasilero, italiano. Además se toca por primera vez el tango "Buenos Aires".
Ecco a voi il video:
Buona visione.
Tango Lezione XVII - Low Back Boleo
LaMaleva Tango Tutorial: Low Back Boleo
Low boleos on ground from back ochos.
Juan Carlos Cáceres
Tutto quello....o almeno spero... su: Juan Carlos CaceresNel trio Tangonegro....
Juan Carlos Caceres:pianoforte e voce, Carlos "el Tero" Buschini: basso e contrabbasso, Marcelo Russillo:percussioni".
"Tango Negro" è un viaggio a ritroso, per restituire al tango la sua forte radice di musica popolare, scaturita dall'incontro dei ritmi tribali, portati dagli schiavi in catene, con la marcia, e la musica europea. A capo di questo percorso si incontra la Murga, cugina della Marcia brasiliana, e poi la Milonga, il Candombe , la Habanera... Juan Carlos Caceres fa di tutto questo un ammaliante racconto, con brevi e intensi cenni sulle correlazioni e le influenze musicali, ma anche sulla vita e la storia di Buenos Aires, con le sue implicazioni sociali, politiche ed economiche.
Per chi ha avuto la fortuna di vederli esibire, ha assistito ad uno spettacolo appassionato; un viaggio nella storia e nell'universo del tango che coinvolge il pubblico fuori dai sentieri comunemente battuti, in una convivialità condivisa.
Nei primi mesi del 2004 il Trio è stato in tour in Argentina, dove ha inciso un nuovo cd, pubblicato per l'etichetta italiana Felmay nel Febbraio 2005. Alle registrazioni hanno partecipato ospiti del calibro di Daniel Binelli e Alejandro Caraballo.

Juan Carlos Caceres, nato nel 1936 a Buenos Aires e residente a Parigi dal 1968, pianista, cantante, compositore e pittore, è uno dei pochi musicisti ad aver indagato sulle origini nere del Tango e i suoi complessi rapporti con i ritmi e le danze africane e indio-latine. Insofferente a tutte le ortodossie, e specialmente a quella del tango, sviluppa un universo sonoro nel quale il jazz e il tango si mescolano. Musicista dissidente e ribelle, è prima ambasciatore del jazz nel paese del tango, e poi missionario del tango in Europa.Ha partecipato a Festival di Jazz, Musica latina, World music e grandi incontri di Tango in Europa, Stati uniti, Canada ,Turchia, etc..
Ha condiviso spettacoli con musicisti come Emir Kusturica, Richard Galliano, Tania Marìa, Bebel Gilberto, Elvin Jones, Ray Berreto, Joshua Redman, Kenny Garret, Dave Douglas, Youssou'N'Dour, Buena Vista Social Club, gruppo Stomp, John Cale, Jan Garbarek y Goran Bregovich...tra quelli più famosi.
Carlos Buschini, argentino, è bassista e compositore. Ha suonato con affermati artisti latino-americani (Flaco Biondini, Luis Agudo, Gustavo Ovalles, Javier Girotto…) e nelle migliori formazioni del settore (Los Angeles Negros, Los Tambores del Sur, Cordoba Reunion, Horizons Quartet, World Tango Project, Cuarteto Nuevo Tango).
Marcelo Russillo, uruguayano, è un percussionista di grandissimo livello. Ha vissuto diverso tempo a Buenos Aires, dove ha suonato, tra gli altri, con Julien Lourau, Didier Ithuzarry, Norberto Pedreira, Minino Gary e Enrico Rava. Vanta una prestigiosa e continuativa collaborazione con il grande Dino Saluzzi.
Ultima cosa..è l'autore di uno delle miei brani preferiti "Tango para una milonguita"... almeno mi disse così Angelo tempo fa quando gli chiesi di chi fosse ed il titolo....
venerdì, giugno 22, 2007
Toronto Tango Festival 2007
Opening milonga , Toronto Tango Festival 2007 Thursday (4) , fourth performance by Bryant & Jessie Faye Lopez
Il vocabolario tanghero
Partendo da questi termini che ho trovato qui, iniziamo a creare un vocabolario a cui poter far riferimento ogni qualvolta ci siano termini sconosciuti.
E' caldamente gradita la vostra partecipazione inserendo come commenti tutti i termini mancanti.
Vi ricordo che poi vi basterà usare la search bar per trovarli.
Cabeceo: Piccolo movimento con la testa con il quale l’uomo invita la donna per ballare. Si tratta di un’usanza ormai quasi totalmente persa, che permetteva all’uomo di invitare una dama a distanza, senza quasi farsi notare, dopo essersi assicurato che la donna stesse guardando proprio lui (Mirada), questo in modo da non rendere pubblico un eventuale rifiuto.
Carlos Gardel: grandissimo interprete del tango, nato a Parigi e trasferitosi a Buenos Aires all'età di due anni, è tuttora uno dei maggiori promotori del tango, in particolare del Tango Canción. E' sicuramente uno dei volti più noti del tango argentino, grazie ai suoi tanti viaggi ed alle sue interpretazioni in numerosi film, attraverso i quali fa conoscere al mondo l'Argentina ed il tango. Muore in un incidente aereo nel 1935.
Una curiosità: c'è un detto che recita: "Gardel cada dia canta mejor"
Chacarera: ballo folkloristico argentino di coppia, ballato in origine durante le feste paesane; è una danza di corteggiamento molto garbata ed elegante basata su di una coreografia ben precisa. Spesso durante una serata in milonga il musicalizador propone una cortina di chacarera.
Cortina: è un intermezzo tra una tanda e l’altra, che permette alle coppie di sciogliersi in modo da riformarsi alla tanda successiva. Normalmente si utilizzano come cortine brani non ballabili, di lunghezza variabile, che dipende dalla grandezza della sala e dal numero di coppie presenti in pista, ma si arriva molto spesso ad interi brani di salsa, rock, danze popolari (quasi sempre una chacarera), che i ballerini possono utilizzare come intermezzo ballandole tranquillamente.
Hasta las candelas non ardan: è un modo di dire di quando si ballava a lume di candela; le candele costavano quindi se ne utilizzava un solo cambio a sera, finite quelle finiva la luce e quindi non si poteva più ballare. Si può anche dire "hasta las velas non ardan"
Livelli: rappresentano il grado di apprendimento durante un corso di tango. Non esiste una regola precisa ed ogni scuola decide in maniera autonoma. In linea di massima si utilizza il sistema "Principiante" (vari livelli) per i primi due anni, "Intermedi" (vari livelli) i per altri due anni, e successivamente "Avanzati". Le classi dedicate ai maestri sono denominate "Master" e trattano normalmente di didattica o di sequenze complicate.
Lunfardo: Forma di linguaggio in uso a Buenos Aires, spesso utilizzata nei testi di tango. E’ formata dalla contaminazione della lingua castigliana con termini (spesso dialettali) spagnoli, italiani, francesi, inglesi e tedeschi, successivamente “castiglianizzati”, ovvero trasformati per essere utilizzati con una fonetica più adatta alla lingua in uso. Un'altra caratteristica del lunfardo è quella del "vares" ovvero il cambio della posizione delle sillabe all'interno della stessa parola, un pò come si usa negli ultimi anni a Parigi.
Esempi di termini "castiglianizzati":
Seccare-> Secar
Scocciare -> Escochar
Crepare -> Crepar
Festicciola -> Festichola
Ciao -> Chau
Esempi di applicazione del "Vares":
Tango -> Gotan
Cabeza -> Zabeca
Viejo - > Jovie
Musicalizador: è colui che seleziona la musica per la serata, sceglie che tipo di brani mettere e in che sequenza, seguendo l'andamento dei ballerini in pista. E' l'equivalente dei moderni DJ
Milonga (musica): Ritmo derivato dall'Habanera, rappresenta uno dei tre stili che si ballano durante le serate assieme al tango ed al vals. Ha ritmica di 2/4, quindi più veloce e cadenzata rispetto al tango. La si può ballare in molti modi, i più popolari sono la milonga lisa e la milonga traspiè.
Milonga: E' la sala dove si va a ballare il tango argentino. "Andare alla milonga" significa andare a ballare il tango. La milonga ha normalmente la pista levigata in modo da scivolare bene e spesso con tavolini intorno. I frequentatori della milonga sono chiamati "Milongueros".
Mirada: la mirada è lo scambio di sguardi tra uomo e donna, con i quali ognuno cerca di far capire all'altro che gli farebbe piacere di ballare assieme. Una volta che l'uomo è certo che la mirada sia rivolta a lui, mette in atto il cabezeo.
Pratica (practica): è uno spazio messo a disposizione da maestri o milonghe al di fuori dei normali orari di ballo o di studio, durante il quale gli allievi possono praticare liberamente i propri passi senza le costrizioni delle regole di milonga e senza dover seguire la linea didattica di una lezione. Le pratiche posso essere “libere” quando il maestro è presente in sala ma non interviene mai se non interpellato da un allievo, oppure “guidate” quando il maestro oltre a mettersi a disposizione, come nella pratica libera, suggerisce una serie di passi, che gli allievi non sono obbligati a seguire.
Ronda: è la direzione di ballo, il movimento dato da tutte le coppie che si muovono sulla pista. Nel tango si segue una direzione antioraria, occupando la parte esterna della pista o, se questa è completamente piena, quella adiacente guardando verso il centro, come se fossero le corsie di una pista di atletica.
Stile Villa Urquiza: uno stile di tango salon, caratterizzato dalla morbidezza e dall’eleganza dei movimenti. Prende il nome dal quartiere di Buenos Aires dove è nato.
Tanda: serie di brani omogenea per autore o stile, di tango, milonga, vals o alternativa. Di solito il numero di brani che compongono una tanda è costante durante la stessa serata (3 o 4 brani), ma può variare tra diverse serate, diverse milonghe e diversi musicalizadores.
Tango Canción: è il tango cantato, diventato popolarissimo grazie a Carlos Gardel che lo diffuse nel mondo grazie ai suoi viaggi ed alle pellicole cinematografiche.
Tango Canyengue: E’ il tango delle origini, un modo di ballare molto informale, con movimenti molto marcati, interrotti e sincopati. I movimenti sono in 2/4.

Tango Queer: Movimento culturale gay (ma non solo) nato nelle milonghe di Buenos Aires, e nel quale si viene a modificare lo stereotipo “uomo che conduce” e “donna che segue” in modo che ognuno possa ridisegnare il proprio ruolo all’interno della coppia. Nel tango queer la donna può condurre l’uomo, due uomini o due donne possono ballare tra loro e scambiarsi i ruoli. La milonga di Buenos Aires dove si ritrovano gli appassionati del queer è la Marshall.
Tango Milonghero: chiamato anche “apilado”, è lo stile praticato nelle affollate milonghe di Buenos Aires dove, per mancanza di spazio, non si possono eseguire passi complicati o che darebbero fastidio alle altre coppie; negli ultimi anni si è imposto come stile a se stante, la cui didattica tralascia gli aspetti più appariscenti o dinamici del tango classico. Chi balla questo stile è detto "milonghero", da non confondere però con i "Milongueros" che sono i frequentatori in generale della Milonga.
Tango Nuevo (musica): corrente nata con Astor Piazzola che accosta le regole classiche del tango a sonorità contemporanee, con l’utilizzo di tutta la strumentazione orchestrale fino ad arrivare ai sintetizzatori elettronici.
Tango Nuevo (ballo): chiamato più correttamente “tango destrutturato”, è uno stile che riconduce i movimenti del tango alle sue componenti essenziali, arrivando a studiarne le singole dinamiche tralasciando le sequenze e coreografie in modo da stimolare la creatività del ballo e la totale improvvisazione; Immagini caratteristiche del tango destrutturato sono i movimenti estremamente sciolti e morbidi ed i fuori asse.
Tango Salon: stile classico del tango argentino, strutturato generalmente su sequenze che partono dalla base di otto passi (salida basica) sulla quale si agganciano tutte le diverse possibilità, i suoi movimenti sono comunque la base di tutti gli stili, del quale rappresentano un cambiamento.
Vals: Chiamato anche Vals Criollo è un ritmo di 3/4 derivato dal valzer, con musicalità del tango argentino. Si balla generalmente con meno figure rispetto al tango vero e proprio e in maniera più fluida.
E' caldamente gradita la vostra partecipazione inserendo come commenti tutti i termini mancanti.
Vi ricordo che poi vi basterà usare la search bar per trovarli.
Cabeceo: Piccolo movimento con la testa con il quale l’uomo invita la donna per ballare. Si tratta di un’usanza ormai quasi totalmente persa, che permetteva all’uomo di invitare una dama a distanza, senza quasi farsi notare, dopo essersi assicurato che la donna stesse guardando proprio lui (Mirada), questo in modo da non rendere pubblico un eventuale rifiuto.
Carlos Gardel: grandissimo interprete del tango, nato a Parigi e trasferitosi a Buenos Aires all'età di due anni, è tuttora uno dei maggiori promotori del tango, in particolare del Tango Canción. E' sicuramente uno dei volti più noti del tango argentino, grazie ai suoi tanti viaggi ed alle sue interpretazioni in numerosi film, attraverso i quali fa conoscere al mondo l'Argentina ed il tango. Muore in un incidente aereo nel 1935.
Una curiosità: c'è un detto che recita: "Gardel cada dia canta mejor"
Chacarera: ballo folkloristico argentino di coppia, ballato in origine durante le feste paesane; è una danza di corteggiamento molto garbata ed elegante basata su di una coreografia ben precisa. Spesso durante una serata in milonga il musicalizador propone una cortina di chacarera.Cortina: è un intermezzo tra una tanda e l’altra, che permette alle coppie di sciogliersi in modo da riformarsi alla tanda successiva. Normalmente si utilizzano come cortine brani non ballabili, di lunghezza variabile, che dipende dalla grandezza della sala e dal numero di coppie presenti in pista, ma si arriva molto spesso ad interi brani di salsa, rock, danze popolari (quasi sempre una chacarera), che i ballerini possono utilizzare come intermezzo ballandole tranquillamente.
Hasta las candelas non ardan: è un modo di dire di quando si ballava a lume di candela; le candele costavano quindi se ne utilizzava un solo cambio a sera, finite quelle finiva la luce e quindi non si poteva più ballare. Si può anche dire "hasta las velas non ardan"
Livelli: rappresentano il grado di apprendimento durante un corso di tango. Non esiste una regola precisa ed ogni scuola decide in maniera autonoma. In linea di massima si utilizza il sistema "Principiante" (vari livelli) per i primi due anni, "Intermedi" (vari livelli) i per altri due anni, e successivamente "Avanzati". Le classi dedicate ai maestri sono denominate "Master" e trattano normalmente di didattica o di sequenze complicate.
Lunfardo: Forma di linguaggio in uso a Buenos Aires, spesso utilizzata nei testi di tango. E’ formata dalla contaminazione della lingua castigliana con termini (spesso dialettali) spagnoli, italiani, francesi, inglesi e tedeschi, successivamente “castiglianizzati”, ovvero trasformati per essere utilizzati con una fonetica più adatta alla lingua in uso. Un'altra caratteristica del lunfardo è quella del "vares" ovvero il cambio della posizione delle sillabe all'interno della stessa parola, un pò come si usa negli ultimi anni a Parigi.
Esempi di termini "castiglianizzati":
Seccare-> Secar
Scocciare -> Escochar
Crepare -> Crepar
Festicciola -> Festichola
Ciao -> Chau
Esempi di applicazione del "Vares":
Tango -> Gotan
Cabeza -> Zabeca
Viejo - > Jovie
Musicalizador: è colui che seleziona la musica per la serata, sceglie che tipo di brani mettere e in che sequenza, seguendo l'andamento dei ballerini in pista. E' l'equivalente dei moderni DJ
Milonga (musica): Ritmo derivato dall'Habanera, rappresenta uno dei tre stili che si ballano durante le serate assieme al tango ed al vals. Ha ritmica di 2/4, quindi più veloce e cadenzata rispetto al tango. La si può ballare in molti modi, i più popolari sono la milonga lisa e la milonga traspiè.
Milonga: E' la sala dove si va a ballare il tango argentino. "Andare alla milonga" significa andare a ballare il tango. La milonga ha normalmente la pista levigata in modo da scivolare bene e spesso con tavolini intorno. I frequentatori della milonga sono chiamati "Milongueros".
Mirada: la mirada è lo scambio di sguardi tra uomo e donna, con i quali ognuno cerca di far capire all'altro che gli farebbe piacere di ballare assieme. Una volta che l'uomo è certo che la mirada sia rivolta a lui, mette in atto il cabezeo.Pratica (practica): è uno spazio messo a disposizione da maestri o milonghe al di fuori dei normali orari di ballo o di studio, durante il quale gli allievi possono praticare liberamente i propri passi senza le costrizioni delle regole di milonga e senza dover seguire la linea didattica di una lezione. Le pratiche posso essere “libere” quando il maestro è presente in sala ma non interviene mai se non interpellato da un allievo, oppure “guidate” quando il maestro oltre a mettersi a disposizione, come nella pratica libera, suggerisce una serie di passi, che gli allievi non sono obbligati a seguire.
Ronda: è la direzione di ballo, il movimento dato da tutte le coppie che si muovono sulla pista. Nel tango si segue una direzione antioraria, occupando la parte esterna della pista o, se questa è completamente piena, quella adiacente guardando verso il centro, come se fossero le corsie di una pista di atletica.
Stile Villa Urquiza: uno stile di tango salon, caratterizzato dalla morbidezza e dall’eleganza dei movimenti. Prende il nome dal quartiere di Buenos Aires dove è nato.
Tanda: serie di brani omogenea per autore o stile, di tango, milonga, vals o alternativa. Di solito il numero di brani che compongono una tanda è costante durante la stessa serata (3 o 4 brani), ma può variare tra diverse serate, diverse milonghe e diversi musicalizadores.
Tango Canción: è il tango cantato, diventato popolarissimo grazie a Carlos Gardel che lo diffuse nel mondo grazie ai suoi viaggi ed alle pellicole cinematografiche.
Tango Canyengue: E’ il tango delle origini, un modo di ballare molto informale, con movimenti molto marcati, interrotti e sincopati. I movimenti sono in 2/4.

Tango Queer: Movimento culturale gay (ma non solo) nato nelle milonghe di Buenos Aires, e nel quale si viene a modificare lo stereotipo “uomo che conduce” e “donna che segue” in modo che ognuno possa ridisegnare il proprio ruolo all’interno della coppia. Nel tango queer la donna può condurre l’uomo, due uomini o due donne possono ballare tra loro e scambiarsi i ruoli. La milonga di Buenos Aires dove si ritrovano gli appassionati del queer è la Marshall.
Tango Milonghero: chiamato anche “apilado”, è lo stile praticato nelle affollate milonghe di Buenos Aires dove, per mancanza di spazio, non si possono eseguire passi complicati o che darebbero fastidio alle altre coppie; negli ultimi anni si è imposto come stile a se stante, la cui didattica tralascia gli aspetti più appariscenti o dinamici del tango classico. Chi balla questo stile è detto "milonghero", da non confondere però con i "Milongueros" che sono i frequentatori in generale della Milonga.
Tango Nuevo (musica): corrente nata con Astor Piazzola che accosta le regole classiche del tango a sonorità contemporanee, con l’utilizzo di tutta la strumentazione orchestrale fino ad arrivare ai sintetizzatori elettronici.
Tango Nuevo (ballo): chiamato più correttamente “tango destrutturato”, è uno stile che riconduce i movimenti del tango alle sue componenti essenziali, arrivando a studiarne le singole dinamiche tralasciando le sequenze e coreografie in modo da stimolare la creatività del ballo e la totale improvvisazione; Immagini caratteristiche del tango destrutturato sono i movimenti estremamente sciolti e morbidi ed i fuori asse.
Tango Salon: stile classico del tango argentino, strutturato generalmente su sequenze che partono dalla base di otto passi (salida basica) sulla quale si agganciano tutte le diverse possibilità, i suoi movimenti sono comunque la base di tutti gli stili, del quale rappresentano un cambiamento.
Vals: Chiamato anche Vals Criollo è un ritmo di 3/4 derivato dal valzer, con musicalità del tango argentino. Si balla generalmente con meno figure rispetto al tango vero e proprio e in maniera più fluida.
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