mercoledì, agosto 01, 2007

Argentina, non solo tango

L'Argentina è un paese che ha molte tradizioni, culture, danze, attraverso le regioni che la compongono.
Questo paese sudamericano è considerato nel mondo la terra del tango, del gaucho, del mate. Le danze native, i lavori del campo, le feste provinciali mostrano le diverse sfaccettature di una medesima realtà. Parliamo delle danze argentine, poiché non vi è solo il tango, ma altri balli tradizionali che conquistano per i loro movimenti, i loro ritmi, che forse non sono così conosciuti ma che in questa terra sono altrettanto caratteristici.

Una delle danze native è il PERICON, chiamato il ballo della patria; anche se non si balla attualmente nella vita quotidiana, la sua presenza in certe feste popolari lo mantiene come danza per antonomasia della regione delle Pampas. Varie coppie eseguono movimenti marcati da un "bastonero" e accompagnano il ballo con versi che racchiudono frasi picaresche nelle quali l'uomo e la donna sintetizzano il loro eterno confronto. I vestiti con i quali si balla sono caratteristici: le donne portano sottane lunghe celesti e camice bianche e gli uomini pantaloni neri e camicia bianca.

Il MALAMBO, essenzialmente maschile, è un ballare battendo i piedi di origine creola, nel quale due o più ballerini danzano con destrezza e abilità, ragione ed aggressività. Il suo ritmo evoca le diverse sfumature del passo del cavallo, inseparabile compagno del contadino. La caratteristica dei suoi vestiti sono gli stivali con tacco che ballando riproducono il ritmo degli zoccoli.

La ZAMBA simbolizza la persecuzione amorosa con un diluito romanticismo che racchiude la galanteria dell'amore creolo. I fazzoletti servono come strumenti in questo gioco sentimentale, per rappresentare il saluto e la carezza, e la danza è proprio questo.

Nell'estremo nord del paese, a stretto contratto con la Bolivia, si balla il CARNAVALITO, che molto ha a che vedere con il HUAYNITO del paese fratello, è un ballo molto divertente, pieno di allegria con vestiti di molti colori. Nella regione mesopotamica regna il CHAMAMÉ, ballo di coppia, con i suoi caratteristici battiti segnati da "bandoneones" (strumento caratteristico del luogo) e chitarre.

Altra danza folkloristica è la CHACARERA; con un ritmo particolare raggruppa il ballo di coppie e dei battiti delle mani che accompagnano il suonare delle chitarre e delle voci, tipica danza del nord argentino immancabile in tutti i circoli.

E come non potrebbe essere altrimenti manca il ballo che ha portato il nome del paese ai più lontani angoli del mondo, il TANGO, ballo nato dal quartiere della "boca" nella città di Buenos Aires. Il famoso Gardel fu il cantore dei tanghi più famosi. Questo ballo fu definito come pensiero triste che si balla. Le sue parole si metto in relazione intimamente con il "lunfrando", un pittoresco gergo tipico del tango. Il tango è una danza di coppie abbracciate, con un abbraccio che è contenere non stringere. Abbracciare è darsi con le braccia aperte e colui il quale si da con le braccia aperte riceve con tutto il corpo. Così uniti i due in uno si spostano nello spazio; però non è uno spazio qualsiasi, al contrario, è uno spazio creato da entrambi …

"il tango nega la matematica perché uno più uno non fa due ma uno che è la coppia".

È un vero dialogo corporale e amoroso, dove entrambi guidano la autodeterminazione che necessariamente forma la parte del dialogo, che lo arricchisce se questi vogliono, però mai lo annulla. In questo dialogo, entrambi possono proporre, perché anche se uno prende l'iniziativa del primo movimento la risposta sarà in sintonia con esso, sia per velocità, ampiezza e direzione, e di conseguenza il seguente movimento. Per questo bisogna imparare a vivere l'errore come una possibilità di arricchimento. Se questo no fosse stato così il tango non esisterebbe. Il tango insegna proprio questo: non dovete arrabiarvi davanti ad un errore, cercate il contatto con l'altro e provate a creare insieme ….
fonte

martedì, luglio 31, 2007

Nostalgias



Nostalgias - 1936
Música (ir a la partitura): Juan Carlos Cobián
Letra: Enrique Cadícamo

Quiero emborrachar mi corazón
para apagar un loco amor
que más que amor es un sufrir...
Y aquí vengo para eso,
a borrar antiguos besos
en los besos de otras bocas...
Si su amor fue "flor de un día"
¿porqué causa es siempre mía
esa cruel preocupación?
Quiero por los dos mi copa alzar
para olvidar mi obstinación
y más la vuelvo a recordar.

Nostalgias
de escuchar su risa loca
y sentir junto a mi boca
como un fuego su respiración.
Angustia
de sentirme abandonado
y pensar que otro a su lado
pronto... pronto le hablará de amor...
¡Hermano!
Yo no quiero rebajarme,
ni pedirle, ni llorarle,
ni decirle que no puedo más vivir...
Desde mi triste soledad veré caer
las rosas muertas de mi juventud.

Gime, bandoneón, tu tango gris,
quizá a ti te hiera igual
algún amor sentimental...
Llora mi alma de fantoche
sola y triste en esta noche,
noche negra y sin estrellas...
Si las copas traen consuelo
aquí estoy con mi desvelo
para ahogarlos de una vez...
Quiero emborrachar mi corazón
para después poder brindar
"por los fracasos del amor"...
Voglio ubriacare il mio cuore
per affogare un pazzo amore
che più di un amore è stato una sofferenza
Vengo qui per esso,
per cancellare antichi baci
con i baci di altre bocche.
Se questo amore durò solo un giorno,
per quale motivo è rimasto per me
sempre una crudele ossessione?
Voglio alzare il mio bicchiere
per dimenticare la mia ostinazione,
e di più mi sorprendo a ricordarla.

Nostalgia
di sentire le sue pazze risate
e sentire arrivare alla mia bocca
come un fuoco il suo respiro.
Tormento
di sentirmi abbandonato
e pansare che un altro accanto a lei
presto, molto presto le parlerà d'amor.
Amico,
io non chiedo di umiliarmi,
non la chiamo, non la imploro,
e dirle che non posso più vivere a lungo.
E dalla mia triste solitudine vedrò cadere
le rose morte della mia gioventù.

Piangi bandonéon il tuo tango grigio
forse ferisce anche te
un qualche amore sentimentale.
Piangi mia anima fantoccia
sola e triste in questa notte,
notte buia e senza stelle.
Se dal bicchiere ricevo conforto,
resto qui con il mio tormento,
cercando di annegarlo.
Voglio ubriacare il mio cuore
per poter poi brindare
per i fallimenti di un amore.


Silvana Deluigi vocal, Leading Ladies of Tango Orchestra. Live recording December 2006.Video by John Campbell.

Foto concerto "Richard Galliano" e LibertangoQuintet - 29/07/2007

Richard Galliano TangariaQuintet
Composizione: Richard Galliano
Fisarmonica / Alexis Cardenas violino / Philippe Aerts contrabbasso / Rafael Mejias percussioni / Clarence Penn batteria

LibertangoQuintet
Composizione: Francesco Calì fisarmonica/Gino De Vita chitarra / Marcello Leanza flauto e sassofoni /Giovanni Arena basso /Ruggero Rotolo batteria




a presto...

Giannicola

Festival di Siracusa

Cari habitué del blog, il tempo di rimettermi dalle fatiche del festival di Siracusa, ed eccomi pronto a narrarvi le mie umili impressioni sul sopraccitato.
Innanzitutto un bel 7+ all’organizzazione del festival, Claudio e Barbara e tutto l’entourage.
Tranne alcune pecche, migliorabili, il festival si è svolto in maniera assolutamente ineccepibile.
Grandi maestri, grandi milonghe, grandi tangheri.
Il caldo, naturalmente ha un po’ limitato le evoluzioni in pista, ma dopotutto siamo a luglio e in Sicilia…
Le milonghe, sature, straripanti, afose, multicolore, babeliche… belle.
Mi è pure toccato in sorte, di ballare con una ragazza Russa. Un’altra ancora era di Firenze, abitava a Londra, in vacanza in Sicilia. Spero che non mi abbia preso in giro.
Certo, ballare in piazza del duomo o alla fonte aretusa ha il suo fascino, quando la milonga però non è più un evento privato dei tangheri ma diventa di tutti, un po’ mi imbarazza. E a voi? Ditemi le vostre impressioni. A me sembra di essere allo zoo, con i curiosi che ti guardano, dall’altra parte della recinzione. Forse esagero, anzi sicuro.

Affascinante al chiaro di luna, la milonga con cui abbiamo tirato l’alba. Condotti da un barcone, i milongueri si sono spostati a “punta del pero”, dove un trascinante supersabino ha tirato fuori una playlist incredibilmente bella. I migliori del tango. Certo il pontile, che ci permetteva di avvicinarci alla spiaggia privata, forse andava ancorato meglio. Lisergico.
Come primo festival internazionale di tango di Siracusa è andato bene. I tavoli nella milonga del sabato in piazza, forse andavano sistemati meglio, inezie.
Come sempre il mio cuore sussultava per Andrea (Missé n.d.r.), per la sua sincopata eleganza negli adorni (insuperabile) e nell’abbigliamento strepitosssssssooooo.
Io ho preso alcune lezioni con Rodriguez-Missé e Julio e Corina, detti Julio e Rosina da una mia amica, forse non abbastanza documentata.
L’unico voto sotto la sufficienza che mi sento di dare al festival è stata l’organizzazione dei corsi.
Troppe coppie, altro che numero chiuso, i maestri non riuscivano a seguirci tutti quanti. Questo comunque è un problema comune a quasi tutti i festival, migliorabile.
Uscendo da Ortigia per tornare all’agognata(per i miei piedi)pensione e al mio lettino, usato poco, altro non rimaneva da fare che passare da un panificio sul corso e prendermi una pagnottella con nutella, scusate il gioco di parole.
A presto, con i video che ho girato dell’esibizione dei maestri.

lunedì, luglio 30, 2007

Louis Armstrong - Adiós muchachos

Il tango delle donne


Trailer for Leading Ladies of Tango. Music by Daniel Binelli

domenica, luglio 29, 2007

Foto concerto - Trio Contempo - Juan Carlos Caceres 28/07/2007

Un piccolo ricordo fotografico relativo all'evento concerto del Trio Contempo e a seguire Juan Carlos Caceres Quintet.

Il trio Contempo

Isabelle Sayot violoncello / Roberta Roman chitarra / Marisa Mercadé bandoneon
website: http://www.triocontempo.com/
Juan Carlos Caceres Quintet
Juan Carlos Caceres canto, piano, trombone / Marisa Mercadé bandonéon /
Sedef Ercetin violoncello / Javier Estrella percussioni e cori / Marcelo Russillo percussioni
website: http://www.juancarloscaceres.com/


Buona visione... Giannicola

Métempsycose Isabel Camps Laredo Montoneri Gianluca Leone MicMac Giannicola Manuela Anania Sergio La Pigna

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