sabato, agosto 25, 2007

Esibizione "Javier Antar y Maria Trubba" al CTF 2007

Javier Antar y Maria Trubba (http://www.javierymaria.com/), si esibiscono durante il Catania Tango Festival 2007, presso il lido Azzurro.



Giannicola

venerdì, agosto 24, 2007

Maria Plazaola racconta Gavito - Prima parte

Come vi siete conosciuti? Come ti ha invitato a ballare?
Ho conosciuto Gavito al Beso, nel novembre del 2001.
Gavito non stava mai a Buenos Aires, era sempre in giro con i Forever Tango, così io non sapevo chi fosse, sapevo che esisteva Gavito, ma non l’avevo mai incontrato.

Quella sera al Beso mi ha invitata, era seduto al tavolo dove generalmente si siedono i ballerini bravi, così ho accettato il suo cabezeo. Abbiamo iniziato a ballare ed è stata una sorpresa, mi ha fatto entrare subito in un’altra dimensione musicale, non capivo cosa stesse facendo
ma, in quel periodo, io ero come annoiata del ballo, conoscevo quasi tutti i ballerini e ballavo sempre con le stesse persone…
Con Gavito era tutto diverso, tutto era nuovo, un linguaggio nuovo per il mio corpo. Non mi rendevo conto di quello che facesse, mi domandavo: che cosa sta facendo? Cammina da questo lato? Mi faceva girare in calesita, prima su una gamba, poi su un’altra, era tutto così diverso… Quando abbiamo smesso di ballare mi sentivo tremare. Questo è stato il primo incontro. Poi è partito e non l’ho più visto. Solo dopo mi hanno detto che avevo ballato con Gavito, per questo era così speciale: con il suo abbraccio intenso – tutti al Beso ballano abbracciati –
il suo abbraccio però era tanto profondo che anche il mio lo diventava, il mio braccio sinistro sembrava quasi avanzare rispetto al mio corpo e proseguire sul suo.
Nel marzo del 2002, l’ho incontrato di nuovo al Beso. Mi ha invitata di nuovo a ballare. Non ballava con nessuna quella sera – e stava invitando a ballare me! – Ero tutta nervosa perché ora sapevo chi era. Abbiamo ballato due tanghi e poi mi ha chiesto se potevo andare al Sunderland il sabato sera. Mi sono detta: al Sunderland il sabato sera? Mi sta invitando a uscire? Gli ho risposto: « No… ho un fidanzato » e lui « ma no, vieni, mi piace ballare con te, lì c’è la musica giusta, c’è spazio per ballare, si va in gruppo… ». Conoscevo il Sunderland, è frequentato soprattutto da coppie; diceva che voleva andare lì perché si poteva ballare di più… In realtà era tutta un’astuzia, perché sapeva che stava tornando al Sunderland dopo tanto tempo e sicuramente gli avrebbero chiesto di ballare un tango, aveva pianificato tutto perché ballassi con lui davanti a tutti.
Non sapevo cosa fare. Alla fine sono andata con un’amica e ci siamo sedute al suo tavolo, dove c’era molta gente. Quando hanno chiesto a Gavito di ballare mi ha detto: « Facciamo un tango insieme? » gli ho risposto: « No!!! sei matto? » E lui: « Stai tranquilla, ma non incrociare al cinque! L’unica cosa che devi fare è non incrociare al cinque » « che vuoi dire? Non incrociare al cinque? » Gavito: « Tu aspetta, non avere fretta e non incrociare al cinque!».
È partita la musica: El ingeniero, di Carlos Di Sarli... È stato bellissimo. Non mi ricordo cosa ho fatto, non sapevo fare niente di quello che faceva Gavito, solo dopo ho imparato a ballare con lui, ma in quel momento era tutto nuovo... Mi ricordo solo dell’incrocio: mi ha fatto fare tutti gli incroci piano, è stato bellissimo.
Quando è finito il tango, mi ha preso da parte e mi detto che Marcela, la sua ballerina, era incinta e stava cercando un’altra compagna. Marcela avrebbe continuato a lavorare negli spettacoli dei Forever Tango ma non avrebbe potuto accompagnarlo in nessun’altra occasione: stage, esibizioni. Io dicevo che era matto, non gli credevo. Sapevo che Gavito era un seduttore, mi sembrava un corteggiamento e poi non credevo possibile che volesse proprio me come ballerina. Non ero nessuno in quel momento, c’erano tante ballerine brave che potevano ballare
con lui, non capivo perché stesse scegliendo proprio me, ma mi disse che non voleva una ballerina già formata, voleva “farla lui”. Inoltre diceva che avevo una cosa che non si poteva insegnare: la sensualità, la femminilità: per questo mi sceglieva. Io non mi sentivo così. Gavito, nel tempo, mi ha fatto scoprire questa parte di me. Continuavo a pensare che mi stesse corteggiando. Poi ho indagato, ho chiesto in giro e ho scoperto che era vero che stava cercando una nuova compagna, aveva già fatto altre prove a sorpresa ad altre ballerine, a suo modo stava facendo un “casting” e il ballo al Sunderland era stata la mia audizione!
Pochi giorni dopo abbiamo fatto un primo incontro nel Beso, una lezione, un ensajo, dove in un’ora mi ha fatto vedere tutto: l’otto indietro, l’otto in avanti, il boleo, l’incrocio… Tante cose. Impazzivo. Era troppo difficile per me: tutto quello che aveva elaborato per la tecnica femminile me l’ha fatto fare in un ora! Ho dovuto imparare tutto di nuovo, pensavo di saperle fare queste cose, ma no… non le sapevo fare, tutta la tecnica era diversa, con la caratteristica di dare valore ad ogni dettaglio.

Intervista a cura di Marianna Menzione
Tratta da
Tangomagazine – Novembre 2006

Poliedrico o...

Forse il caldo, che mi prende nelle notti di tango estive, forse gli arabeschi del destino, forse... In pratica guardate cosa ho scovato su YouTube. Mi ricorda il video di Micheal Jackson "Thriller". Ditemi cosa ne pensate. I più attenti lo avranno sicuramente visto nel blog "malena-tango". Allarghiamo la platea, farò bene?

giovedì, agosto 23, 2007

mercoledì, agosto 22, 2007

Félix Picherna al Catania Tango Festival 2007

Voglio dedicare questo post a Félix Picherna “Il musicalizador”..

una leggenda vivente nel mondo del tango e delle storiche milonghe argentine, oramai presenza fissa al CataniaTangoFestival, ci ha regalato l’atmosfera di Buenos Aires con le sue tandas y cortinas, ma soprattutto con le sue dettagliate ed enfatizzanti descrizioni dei brani eseguiti durante le magiche milonghe etnee.

Tratto da “Intervista a Félix Picherna” di Miguel Angel García

Siamo seduti ad un tavolino d'angolo a qualche distanza dalla pista, dove persiste, nonostante l'ora tarda, la milonga bolognese dell'associazione argentina. Félix si tira indietro nella sedia e beve un sorbetto di vino. "Lasciami respirare un po', Miguel, e poi ti rispondo". Chiude gli occhi un istante, e riappare il sorriso allegro. Una boccata di fumo e comincia a parlare....



- Non sono nato a Buenos Aires, ma sono più porteño di molti. Avevo quattro anni quando i miei genitori mi portarono da Arrecifes (piccola città della provincia).
Siamo andati a vivere nella via Cerrito, quasi di fronte al teatro Colón, a trecento metri dall'obelisco. Oggi devi immaginarlo quel quartiere, che era di caseggiati malridotti nei quali vivevano centinaia di famiglie. Hanno buttato tutto giù per fare l'ampliamento della Nueve de Julio, quella che le dicono la più larga del mondo.

- Com'è stata la tua infanzia?
- La mia era una famiglia povera. A sette anni mi guadagnavo da vivere distribuendo giornali e riviste nei caseggiati vicini. Molti erano in demolizione; allora, con un gruppetto di amici della mia età ci siamo messi a recuperare piombo e rame dalle montagne di rovine. Ricordo che con i soldi che abbiamo presi, abbiamo comprato scarpe da tennis nuove e un pallone di gomma nera. Avevo otto anni quando conobbi la maledetta sigaretta, ricordo le marche, Tecla, Columbia, Barrilete, Brasil, Gavilán...
Bada bene, io non ero un bambino della strada. Ho fatto le elementari nella scuola Presidente Roca, nella via Tucumán angolo Libertad. Ho avuto la fortuna di essere scelto come il migliore compagno nel terzo e quarto anno, e come premio mi hanno inviato in colonia a Mar del Plata, t'immagini che allegria…

- Non credo che fosse semplice fortuna; già allora eri popolare tra i tuoi compagni di scuola per la tua simpatia, o sbaglio?
- Sì, devo dire che ero un ragazzino molto vivace e curioso. Mi ricordo l'attrazione che sentivo per la via Corrientes, con i suoi caffè, teatri, milongas. Ero ancora un bambino quando conobbi tanti Grandi: Miguel Caló, Firpo, De Caro, Charlo, Alberto Gómez, Scarpino, Caldarella, Di Sarli, Troilo, Eve Bedruni, Fiorentino, Marino, Beniamino Gigli, Miguel de Molina, Pugliese, Canaro ed altri ancora.
- Tanto piccolo ed eri già un appassionato del tango?
- No, è che ho avuto sempre buona memoria, e ricordo tutto. Ma nella mia testa, a quell'età, il posto centrale era occupato dalla 'macchina' di River Plate (nomignolo di una famosa squadra di calcio di Buenos Aires): Muñoz, Moreno, Pedernera, Labruna e Lustou, come vedi ancora ricordo. E anche le formazioni delle altre grandi squadre dell'epoca d'oro del calcio argentino. E i titoli di più di duecento filmati dell'epoca, e i nomi delle sale da cinema della via Lavalle (nota: in cinquecento metri di questa strada di Buenos Aires c'erano più di 150 sale da cinema).
- Qual'è il momento più significativo della tua infanzia?
Ti ho detto che finalmente sloggiarono tutti dalla via Cerrito per l'ampliamento della Nueve de Julio. Il Municipio diede alla nostra famiglia una casa nel quartiere Saavedra. Fu una riga che divise in due la mia vita di bambino, finii la vita di strada del centro, e conobbi invece una quartiere porteño di quelli classici. C'erano due vicini famosi: José María Gatica (che fu campione mondiale di box nella sua categoria) e Goyeneche, che era ancora sconosciuto e lavorava come conducente di un autobus della linea 67. Aveva intorno ai 30 anni, ed era noto nel quartiere perché cantava nei caffè a cappella e con un bicchiere di ginebra in mano.
- Quando ti sei avvicinato al tango?
- Saavedra, Villa Urquiza, Villa Pueyrredón e Villa del Parque erano quartieri che, nonostante la decadenza degli anni 50, mantenevano una tradizione tanguera, nei club e nelle sale da ballo. Ai quattordici anni sono stato assunto come bidello in un Ministero. Distribuivo mate cocido (bevanda argentina simile al the) e cartelle e corrispondenza, anche nella Casa Rosada (palazzo di governo) che era a duecento metri di distanza. Tutte le sere ascoltavo Radio Colonia di Uruguay, da dove Julio Jorge Nelson, detto "la Vedova", faceva da Dio un'ora di dischi di Gardel. Nelson diceva di lui che era "il bronzo che sorride", e spaziava tra le 800 registrazioni che si conservano di "quel che sempre canta meglio". Per un altro bicchiere di vino te le canto tutte…
- Certo che t'invito con un vino, Félix, ma al momento m'interessa di più la tua vita.
- Sicuro che non conosci una perla, il vals "Aromas del Cairo"?

- No, ma ricordo che dicevano "aromas del Cairo" (profumi del Cairo, Egitto) all'odore del Riachuelo (fiume nel sud di Buenos Aires, molto contaminato), e dalle mie parti all'odore del porto di Berisso (porto della città di La Plata), quando arrivavano i carichi di guano dal Peru…
- Continuo con la mia storia. A 16 anni frequentavo già le piste e sale di ballo dei quartieri vicini; è stato allora che mi si è svegliato lo spirito del firulete tanguero, l'amore per il tango ballato.

- Cosa che sarà stata fondamentale quando hai iniziato il tuo lavoro come musicalizzatore…
- È vero; bisogna indovinare quel che gli chiede il corpo al ballerino in ogni momento della notte, e quello con diversi pubblici. Ma è importante anche la memoria: oltre quelli del grande Carlitos che ti ho detto, ho memorizzato titoli, autori e a volte le parole di tutti i tanghi delle grandi orchestre degli anni '30, '40 e '50. Credo di avere intorno ai 4.000 temi nella mia testa.
- Com'è che ti sei messo a fare il musicalizadór?
- Mi piaceva ballare e frequentavo i boliches tangueros. Negli anni 60 le orchestre apparivano sempre meno, e alla fine sparirono. Passare dischi costava meno, e nelle milongas entrava sempre meno denaro. Io avevo bisogno di soldi e selezionare dischi era un lavoretto che mi veniva naturale. Il mio vizio era il gioco, mi sono sempre piaciute le corse di cavalli e i casinò. Nonostante frequentassi ambienti "pesanti", mai mi sono drogato né sono finito in un Commissariato di polizia.
- Ti credo, con l'età che hai sembri un ragazzo. Adesso ti faccio una di quelle domande maledette: quali sono i tuoi tanghi favoriti?
- Sono tanti, fratello! Vediamo, scrivi e fermami quando vuoi:
El flete - D'Arienzo
Comparsa criolla - Tanturi
El taladro - De Angelis
Pablo - Troilo
Inspiración - Troilo, Canaro
Café Domínguez - D'Agostino
Qué te importa si te lloro - Caló
Malena - Demare
El monito - De Caro, Pugliese
La carcajada - Firpo
La Tablada - Donato
Canaro en París - Rodríguez
Tinta verde - Di Sarli
Ninguna - Siro Fernández
La cumparsita - Matos Rodríguez
El Yaguarón - Biagi
Criolla linda - Lomuto
La torcacita - Di Sarli
Tigre viejo - Fresedo

- Fermati, fermati che qui facciamo la mattinata! Per finire, dimmi una cosa di tango che ti piace, o che adoperi quando lavori.
- "Se murió el morocho y allá en la barriada los puntos más bravos maldiciendo están, vos eras el hijo de todas las madres, eras el amigo más bueno y más fiel, qué triste se queda sin vos Buenos Aires, que Dios te bendiga, ¡Carlitos Gardel!"
"È morto il brunetto e là nel quartiere i tizi più duri maledicono il destino. Eri il figlio di tutte le madri, eri l'amico più buono e fedele, che triste rimane senza di te Buenos Aires, Dio ti benedica, Carlitos Gardel!"

Finii piano il mio whisky mentre Félix, sempre in movimento, ordinava le sue interminabili pile di cd e parlava animatamente con Patricio. Ha la stampa del porteño di un tempo, pensai: milonga, corsa dei cavalli, donne e gioco. Più che un musicalizadór, è una corda che unisce il Buenos Aires del passato con questa bella gente di Bologna, Parigi, Amsterdam, Barcellona, Lubeck e Marsiglia. Se io fossi del governo, giuro che lo nominerei ambasciatore della cultura argentina. Ma non sono del governo.
Misi il giaccone, salutai gli amici, e m'indirizzai piano verso casa mia.

Miguel Angel García
Bolonia, febrero de 2001

Signori silenzio, balla Frumboli

Nel video, girato in Slovenia lo scorso inverno, Chico Frumboli ed Eugenia Parilla ballano Poema (F.Canaro - R.Maida 1935)
Per me il suo stile è la più attuale congiunzione tra classico e moderno nel mondo del tango. Non stonano le colgadas e le volcadas su un brano degli anni trenta e si miscelano perfettamente ad alcuni passi e cambi di ritmo tipicamente milongheri. Geniale.




p.s. Per sapere di più su You Tube trovate dei commenti molto interessanti sul video.

Esibizione di "Pablo Ojeda y Beatriz Romero" al CTF2007

Pablo Ojeda y Beatriz Romero (www.pabloybeatriz.com) si esibiscono durante le serate del Catania Tango Festival 2007.

Giannicola
Métempsycose Isabel Camps Laredo Montoneri Gianluca Leone MicMac Giannicola Manuela Anania Sergio La Pigna

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