martedì, giugno 26, 2007

Corto 3D - En Tus Brazos (In Your Arms)

Vorrei riproporre il video di questo corto(già pubblicato lo scorso nov. 2006) realizzato interamente in computer graphics 3D, essendo il 3D una delle mie passioni vorrei condividere questi 5 min. di animazione, pensate che tutto quello che vedete non è reale ma frutto di modelli matematici e formule trigonometriche che grazie a dei software avanzati(che tutti possiamo installare sui nostri PC) e soprattutto alla creatività e pazienza di coloro che progettano ed animano i personaggi e le scene, si ottiene come risultato un mondo fantastico che spesse volte riesce pure a trasmettere emozioni.

Buona visione


Titolo del video: "En Tus Brazos (In Your Arms)" - www.entusbrazos.fr

Richard Galliano

Un pò di notizie su:

Richard Galliano francese della Costa Azzurra ma di chiare origini italiane, assurto in pochissimi anni ai vertici mondiali del jazz, é il principale artefice del rilancio a tutto campo della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive.
Galliano interpreta, compone ed orchestra musica derivata dal genere "musette", in cui si mescolano, in apparenza casuale, reminiscenze swing, marcati echi di tango, grazie alla fondamentale lezione del grande maestro Astor Piazzolla (con il quale Galliano ha appronfondito sia il suo già notevolissimo bagaglio tecnico, sia gli studi armonici e di composizione, e con il quale ha anche inciso un fortunato CD), giri di valzer dei bistrot parigini, l'atmosfera delle ballads à la Bill Evans, l'improvvisazione di Keith Jarrett e la lezione nera di Parker e Coltrane. Il tutto con un compiaciuto gusto cromatico figlio della più colta tradizione francese, da Couperin a Debussy a Ravel.
I grandi meriti di Galliano sono dunque l'originalità, l'avere saputo cioé sintetizzare tutte queste esperienze musicali in una nuova musica europea, fatta di improvvisazione jazzistica e di tradizione mediterranea, e l'avere consentito alla fisarmonica (nella sua variante francese a tasti, l'accordeon) ed al bandoneon di assurgere al ruolo di protagonisti nello scenario jazzistico contemporaneo.
Tra le numerose e importanti collaborazioni concertistiche e discografiche di Richard Galliano ricordiamo quelle con Juliette Greco, Claude Nougaro, Ron Carter, Chet Baker, Antonello Salis, Enrico Rava, Martial Solal, Miroslav Vitous, Charlie Haden, Trilok Gurtu e, naturalmente, Astor Piazzolla. www.richardgalliano.com

Per chi se lo fosse perso l'anno scorso al Teatro Sangiorgi (grazie Lucia un beso per lo splendido regalo che mi facesti), non se lo perda adesso.....ne vale veramente la pena!!!!
Vedere post su concerti Caceres, Galliano, GotanProject.

La Cumparsita



E’ il tango per antonomasia, il più conosciuto e del quale esistono infinite versioni.

E’ il tango che conclude una serata di ballo nelle milonghe.

Gerardo Matos Rodríguez, allora studente universitario, compose “La cumparsita” nel 1916 a Montevideo in occasione di una sfilata di carnevale organizzata dalla Federación de Estudiantes del Uruguay.


Si racconta che il suo successo fu immediato e la gente si unì alla sfilata ballando questa marcetta eseguita con i tamburi.

Alcuni giorni dopo, la partitura del brano fu consegnata da un amico di Matos a Roberto Firpo che, in quel periodo suonava con la sua orchestra al caffè “ La Giralda” (oggi “Palacio Salvo”) di Montevideo. Matos era troppo timido e all’ultimo momento non se la sentì di consegnarla personalmente. Firpo, pur senza dare importanza a quella partitura, promise che avrebbe eseguito il brano il venerdì successivo. La sua esecuzione fu un successo straordinario che si ripetette quando Roberto Firpo decise di eseguire nuovamente“La cumparsita” al “Café Iglesias” al suo rientro a Buenos Aires.



In seguito, e solo negli anni ’60, Roberto Firpo ammise per la prima volta che la partitura originaria fu da lui in parte modificata prendendo spunto da un suo tango “La Gaucha Manuela” e dall’opera “Miserere” di Giuseppe Verdi.


Nel 1924, in occasione dello spettacolo “Un programma de Cabaret” in cartellone al teatro “Apolo”, Pascual Contursi y Enrique Maroni aggiunsero le parole alla musica.


Su esnips.com sono ascoltabili oltre 250 versioni differenti del brano "La cumparsita".

Testo tratto da: ESTILO MILONGUERO ( http://blog.libero.it/Milongueando ).

Saggio...di fine anno!

Stasera alle ore 21.00 presso il teatro delle ciminiere di Catania, la scuola DanzaMente Chiuderà l'anno accademico 2006/07 con il saggio finale. Il tema di quest'anno è la danza nel cinema e nel teatro...un tema che cattura sicuramente l'interesse del pubblico.
Anche il tango argentino farà la sua "parte da leone". I ragazzi dei corsi principianti e intermedi si esibiranno in alcuni pezzi confezionati su misura. Un plauso a tutti loro che hanno scommesso se stessi, il loro tempo e le loro energie, divertendosi e giocando, per salutare i loro maestri, che con tanta cura e dedizione li hanno seguiti in questo percorso, i loro amici tangueri e non, i familiari sempre curiosi e al tempo stessi perplessi su questo misterioso mondo del tango che ha catturato irrimediabilmente il cuore e l'essere dei propri figli( anche un pò cresciutelli).
grazie e IN BOCCA LUPO RAGAZZI!

lunedì, giugno 25, 2007

Caminito

Di certo nulla di paragonabile al Tanguero indio che interpreta "por una cabeza". Ma anch'esso è di tutto rispetto!!!

Di seguito al video troverete il testo del brano eseguito.

Buona visione!!!



Caminito que el tiempo ha borrado,
que juntos un día nos viste pasar,
he venido por última vez
he venido a contarte mi mal.

Caminito que entonces estabas
bordado de trébol y juncos en flor,
una sombra ya pronto serás
una sombra lo mismo que yo.

Desde que se fué
triste vivo yo,
caminito amigo
yo tambien me voy.

Desde que se fué
nunca más volvió,
seguiré sus pasos,
caminito, adiós.

Caminito que todas las tardes
feliz recorría cantando mi amor,
No le digas si vuelve a pasar
Que mi llanto tu huella regó.

Caminito cubierto de cardos,
la mano del tiempo tu huella borró.
Yo a tu lado quisiera caer
y que el tiempo nos mate a los dos

Desde que se fué
triste vivo yo,
caminito amigo
yo tambien me voy.

Desde que se fué
nunca más volvió,
seguiré sus pasos,
caminito, adiós.

Il Tango è Magia



Y entonces ... ¿ Donde està la chica?

domenica, giugno 24, 2007

Storia e mito del ballo più seducente di tutti i tempi

A mezzanotte va...
Storia e mito del ballo più seducente di tutti i tempi
di Giulia Caruso

Gauchos e guapos. Operai e giocatori d’azzardo. Prostitute, fuorilegge e tutta la varia umanità che approdava in quella babele di etnie che era Buenos Aires alla fine dell’Ottocento. Un’umanità fervida e dolente, triste e allegra, che nelle sale dei caffè e nei bordelli creava una nuova danza dal nome ammaliante, ricca di vibranti emozioni. Un intreccio di passi, prima senza legge, poi codificati dal tempo e dall’abilità di generazioni di ballerini.

Frutto meticcio delle culture musicali confluite nel bacino del Rio della Plata, il tango ebbe radici a Buenos Aires. Negli arrabales, i quartieri più umili, qualcuno cominciò a ballare un nuovo ballo, molto ritmato. Lo chiamavano milonga, era un ballo di coppia, uno di fronte all’altro, separati. Una specie di camminatain cui uno avanzava e l’altro indietreggiava. La milonga ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del tango, ma si sviluppò parallelamente come genere indipendente. Rare erano le donne nei caffè dell’epoca, per cui il tango primitivo si ballava tra uomini, i compadritos, che danzavano uno di fronte all’altro fissandosi con espressione torva.

Saranno soprattutto le ragazze dei bordelli
a ballare per prime il tango. Nascono miti metropolitani come quello della Rubia Mireya, nome di battaglia di Margherita Gardier, bionda e bellissima tanguera dell’Almagro, forse mai realmente esistita. Aprono le milongas, le prime sale da ballo. Già da allora il tango era accompagnato dalle chitarre e soprattutto dalbandoneón, diretta derivazione di un organetto inventato in Germania, dove non ebbe molta fortuna. Grazie al genio di numerosi interpreti, da strumento per semplici arie e accompagnamenti il bandoneón divenne uno straordinario mezzo espressivo.



Nei primi decenni del ‘900 il tango ha il volto e la voce di El Morocho del Abasto, Carlos Gardel. Un mito fin da quando incise la sua prima canzone, “Noche Triste”, 100 mila copie vendute nel 1917, e l’acclamazione come "el rey del tango" sia nei paesi latini che in Europa. Gardel muore in un incidente aereo nel 1935 a soli 44 anni. Nel frattempo il tango dilaga.
A Hollywood buca lo schermo, consacrandosi alla storia del cinema con Rodolfo Valentino. In Italia anatemi e scomuniche da parte della Chiesa non ne fermano l’avanzata. L’abbraccio dei ballerini, peccaminoso per la mentalità dell’epoca, è oggetto di studio per molti teorici della danza. Carlos Vega, uno dei più grandi studiosi di tango, lo lega ad un problema pratico, dovuto alle sale affollate. I ballerini non avevano alternativa, o si camminavano sui piedi o si abbracciavano!

Tra i musicisti che contribuirono alla leggenda popolare del tango, Osvaldo Pugliese occupa un posto di primissimo piano. Nato nel 1905, iniziò la sua carriera di pianista negli anni ‘20. Fondò la sua prima orchestra nel ‘39 e nel 1943 cominciò a incidere dischi diventando negli anni ambasciatore del tango a livello mondiale. I suoi tanghi, dalle sonorità uniche, grazie al prezioso contributo del bandoneón di Osvaldo Ruggero sono tra i più ballati dai tangueros di tutto il mondo.

Per la maggior parte degli europei la gloria del tango ha il nome di Astor Piazzolla, un vero innovatore del genere. In Italia il nome di Piazzolla approda nei primi anni ‘70, complice un’apparizione televisiva legata a “Balada para mi muerte”, interpretata magistralmente da Mina.
Nel 1946 Piazzolla forma la sua prima orchestra; nello stesso periodo si dedica alla musica sinfonica componendo per grande orchestra, sempre più convinto che il tango sia una musica da ascoltare e non da ballare. Ma grazie all’incontro con il “tango canzone”, genere più popolare, ottiene l’attenzione del grande pubblico. Sono infatti brani come “Tangazo” che gli assicurano il successo anche negli Usa.
Nel 1969 “Balada para un loco” batte tutti i record di vendita in Argentina. Tutti sono ormai concordi nel riconoscere in Piazzolla la più autentica espressione della musica di Buenos Aires. Nella sua vasta produzione il grande musicista annovera anche colonne sonore di film come “Enrico IV” di Bellocchio e “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi. Anche Salvatores ha voluto nella colonna sonora di “Denti” (2000) “El Penultimo”, uno dei brani più belli di Piazzolla.
Métempsycose Isabel Camps Laredo Montoneri Gianluca Leone MicMac Giannicola Manuela Anania Sergio La Pigna

Ultime inserzioni