sabato, marzo 01, 2008

"Soñar... al ritmo del vals" - El vals soñador / Miguel Calò

Ecco uno dei vals più belli sia come musica che come testo … il brano inizia dicendo in parole povere “chi ha potuto mai resistere, ascoltando le prime note del vals, alla tentazione di ballare?”..il concetto di “sogno dove poter girare al ritmo del vals, impregnati dal profumo dell’amore che imprigiona i ballerini che vengono "privati" dell’addio, da un angelo che parla con la Voce del Cielo.

El vals soñador, secondo il mio modesto parere è uno dei migliori tango vals. Buon ascolto, buona lettura.. e buon vals ;)

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El vals soñador (Miguel Caló e Oscar Rubens)

(Testo Originale)

Quién al oír los primeros compases del vals
no ha tenido intención de bailar.
Si hasta parece que el mundo en su eterno rodar
girará al compás de algún vals.
Si usted ha soñado en sus brazos poder estrechar
a esa rubia que encanta al mirar.
Juntos muy juntos los dos estarán
si siguen el ritmo del vals.

Soñar,
dejarse arrullar,
decir al oído palabras tan dulces
que invitan a amar.
Soñar,
siguiendo el compás,
cerrando los ojos
muy cerca las bocas el sueño del vals.
Sentir que nos aprisiona
un perfume de amor.
Que un ángel con voz de cielo
nos roba el adiós.
Soñar,
siguiendo el compás
que todo es distinto
si entrega su alma
al ritmo del vals.

(Traduzione in siculo-messinese by Tangocheride)

A ccu iè chi a sentiri un valze
non ci vinni gana i ballari?
Chistu fa pariri chi u munnu i u so giriari
vannu cu tempu sò.
iddu spirava chi nte so brazza si putia strinciri fotti
a dda fimmina bionda chi incanta unu sulu ma vadda.
stritti sempri cchiù stritti sti dui
sunnu mentri vannu supra u ritmu du valzi.

Sugnari,
fassi ncudduriari
si spirunu supra a stu valzi paruli cusì duci
chi i fannu nnammurari
Sugnari,
cu ddu tiempu pricisu chi batti
nghiudennu l'occhi
e li bucchi sempri cchiù vicini nta sto sognu di valzi
sentiri chi nni sta ligannu
un ciauru d'ammuri
che un Anciulu con buci i cielu
nni leva l'addiu
Sugnari
cu tempu precisu
picchì tutti addiventa chiaru
si lassi chi l'anima si dugna
a lu ritmu du valzi.

27 commenti:

  1. I vals sono spesso definiti "cruzados" e il termine è incerto. Qualcuno sostiene che son detti "cruzados" per via della loro applicazione danzereccia in base cruzada altri dicono che sono così definiti in quanto "cruzado" significa anche "contrariato", "inc....to", quasi a confermare il loro aspetto popolare e irruento (io propendo per questa seconda teoria). I vals cruzados inerenti e questa ipotesi potrebbero essere quelli di D'Arienzo per esempio.
    Il Vals sonador è invece, cosa insolita riguardo la maggior parte dei vals delicatissimo, quasi sussurato, soave... la voce di Raùl Beròn, come accadde con altri famosi tangos è perfetta per le basi di Miguel Calò. Direttore d'orchestra e cantores sembrano coerenti come il brunello su una fiorentina! El vals sonador è un dolcissimo capolavoro...

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  2. Ciao e buona domenica. Maria

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  3. P.S. Gianni vuoi la traduzione?! Guarda che parla di una bionda...:D

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  4. carissima tangocheride.. I'm waiting for... ;)

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  5. A ccu iè chi a sentiri un valze non ci vinni gana i ballari? Chistu fa pariri chi u munnu i u so giriari vannu cu tempu sò...iddu spirava chi nte so brazza si putia strinciri fotti a dda fimmina bionda chi incanta unu sulu ma vadda...stritti sempri cchiù stritti sti dui sunnu mentri vannu supra u ritmu du valzi...sugnari...fassi ncudduriari...si spirunu supra a stu valzi paruli cusì duci chi i fannu nnammurari...sugnari...cu ddu tiempu pricisu chi batti...nghiudennu l'occhi e li bucchi sempri cchiù vicini nta sto sognu di valzi...sentiri chi nni sta ligannu un ciauru d'ammuri...che un Anciulu con buci i cielu nni leva l'addiu...sognari...cu tempu precisu...picchì tutti addiventa chiaru si lassi chi l'anima si dugna a lu ritmu du valzi... :D

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  6. Dunque anche noi "finte bionde" possiamo avere speranza?????
    Ciao!
    Dori

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  7. il vals è il vals...
    la treduzione sicula di cheridarella... è geniale!
    :-)

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  8. Fantastica la traduzione! Tangoqueride, io continuo a farti la stessa "proposta indecente" e se vuoi scrivere i testi in siculo per me è ancora meglio!

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  9. A mio avviso e non solo, la traduzione di un qualsiasi testo poetico inficia l'effettiva bellezza 'poetica e stilistica' del testo stesso... La poesia è fatta di rime, di assonanze, di effetti sonori, figure retoriche e quant'altro, le quali, ovviamente, non posso essere trasposte da una lingua all'altra così tout-court , in quanto ogni lingua ha un proprio codice di significanti .
    Ancora più azzardata, sempre a mio avviso, è la traduzione di un testo poetico-musicale, proprio perché la musica viene costruita su quelle specifiche e determinate parole, è un incastro fantastico di accenti, ritmi di frase e ritmi musicali, legature, fiati che rendono indissolubile, un corpo unico, il testo e la musica.. Se così, per gioco, adattassi la musica di questo tango vals alle nuove 'parole', vi assicuro che verrebbe fuori tutt'altra musica.... Garantito...
    E' ovvio che una traduzione, se ben fatta, agevola la comprensione del significato di un testo in lingua straniera, ma io non andrei oltre... Lo spagnolo, essendo dello stesso ceppo linguistico indoeuropeo dell'italiano, non è poi così incomprensibile...
    Facciamo un piccolo sforzo e lasciamo le cose come stanno, visto che in fondo siamo tutti un po' esteti...
    Non me ne vogliate, ma quando la deformazione professionale mi prende.... ;-)
    P.S. Se la 'traduttrice' mi autorizza, mi cimenterò nell'impresa...

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  10. Dona il vals rimane sempre "El vals soñador" con il graffiato dell'audio ed il testo rigorosamente spagnolo, nessuno ha mai pensato di alterarlo. L'idea/richiesta/provocazione della traduzione del testo parte dal sottoscritto che (pigro e totalemente negato per la lingua spagnola) voleva entrare nel significato letterale del testo per capire le sfumature che vanno oltre al significato "naturalmente intuibile" da chi nn parla spagnolo. Per il resto la traduttrice, posso confermare pers., canticchia splendidamente il brano in lingua originale con l'enfasi giusta. :)

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  11. Cara Donatella, non si può non essere d'accordo con te sul fatto che una traduzione non sarà mai come l'originale. Ma se tutti gli esponenti della letteratura internazionale avessero pensato che per puro gusto estetico fosse meglio lasciare le opere poetiche nella lingua d'origine, chi mai avrebbe letto opere straniere? Solo specialisti delle lingue?
    Comunque, Tangocheride, donzella che parla (e canta!) spagnolo come se fosse madrelingua, si è prestata a un (simpatico) gioco per nostro puro diletto.
    Se poi ti vuoi cimentare tu in questa impresa del "traducibilis", noi pigri del vocabolario te ne saremo grati ad aeternum!

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  12. Credo ci sia una bella differenza tra il leggere delle parole che tecnicamente creano una poesia (per tecnicamente intendo le figure di suono e di parola) rendendola unica, che leggere delle parole che definiamo poesia solo perché ogni tanto si va a capo...
    Credevo fossi stata chiara quando dicevo che le traduzioni ci aiutano, indiscutibilmente, nel comprendere il pensiero dell'autore e tutti, compresa la sottoscritta, leggono le traduzioni, ma quando ci accostiamo ad un testo poetico straniero in traduzione riusciamo a percepire solo le immagini, ma non la sua interezza (anche tecnica) perché è la traduzione in sé che non lo permette...E' qualcosa di estremamente lapalissiano e non credo che ci sia bisogno di replicare ulteriormente... Discorso a sé stante sono gli altri generi letterari...
    Oltretutto io non mi riferivo, di certo, al fatto che volessi proporre una mia 'traduzione' del tango vals, quella di tangocheride è simpaticissima... ironicamente mi sarei cimentata nell'arrangiamento musicale del 'nuovo' testo poetico, così come, ovviamente, per puro diletto è stato fatto con le parole...

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  13. uhmmmm.... ma se è così lapalissiano, perché hai commentato, parlando di letteratura straniera e specialisti di lingue? ;-)

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  14. Ehm...pardon Donatella, non voleva essere un'offesa nè al grande e mitico Calò (porgo nel contempo tanto di cappello ed inchino reverenziale), nè nei confronti delle lingue straniere in genere, nè della metrica (onde evitare che il nostro adorato Orazio possa iniziare ad avere arrotolamenti all'interno del suo secolare giaciglio eterno). Non ci conosciamo, e proprio per questo mi pare opportuno, in tale discussione, sottolineare che il mio nick name sta a significare letteralmente tango che ride...ovvero...proviamo a riderci su, a divertirci, a vivere questa nostra grande passione che ci accomuna in modo gioioso. Di conseguenza, ci scappa la battutina, la traduzione in dialetto(e con quest'ultima concludo, non vorrei trascendere nel logorroico): è solo un gioco, una sorta di gioco per sdrammatizzare...
    I saggi anziani, in dialetto, direbbero: "E sennò chi nninni resta da vita?!"

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  15. Il mio "infatti è lapalissiano" era un pensiero ermetico che voleva esprimere esattamente quanto spiegato da Tangoqueride.

    Cheridarella: ieri ti sei persa quei due bei "figliuoli" dei Macana! Mi veniva di dire "carusazzi", ma non vorrei urtare il gusto estetico dei puristi della lingua! (Doni, sto lapalissianamente scherzando, non me ne volere!!! Dai ridiamo un pòòò!)
    Fatti "cuntare" poi da Madonna Farola e dalla Mylady che mangia brioches!

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  16. Miiih Scarlettina non mi dire così che già solo al pensiero mi viene na sincopeee eheheh :D

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  17. Cuntai cuntai... 'nta milonga virtual. Ricunto puru 'cca. Anzi copiaicollo.

    - Ci sei mancata cheridarella nostra... l'esperienza Macana fu a dir poco effervescente. Ti sarebbero piaciuti entrambi: u cuttu e u longu. (e tu sicuramente saresti piaciuta loro!) Son ragaaaaassi!
    Ghijjjjèrmo(u longu e più piccolo d'età) è certamente il più estroverso e giuggiolone.
    Errrìche (u cuttu e più grande) quello che 'nguanta la lezione e (da quello che mi parso di capire) è il manager della coppia (e anche il più elegante a ballare a vederlo da fuori). Io e la Brioscia abbiamo fatto la loro monolezione di milonga (livello unico, mai più!) di un'ora e mezza. Loro arrivarono alla lezione bellini bellini come nella figurine che li ritraggono: gessato e brillantina. E molto più giovani da vicino. La lezione la "guidava" soprattutto Enrique (che faceva la mujer) Guillermo assisteva (facendo l'uomo) entrambi tenevano il tutto con molto humor e anche molto (troppooo!!!) ritmo.
    Hanno proposto una sequenza di controtempi e traspiè articolata, bella e complessa, che pretendeva una padronanza assoluta di traspiè e controtempi. Tanta carne al fuoco, non c'era il tempo di metabolizzare metà di una cosa che subito passavano a un'altra più complessa. Il tutto a ritmo di milonghe veloci. Insomma "noi" uomini non riuscivamo a stare dietro a questi giovincelli. E ogni tanto i maestri giovincelli, vedendoci arrancare, rallentavano e tornavano indietro. Per me (sull'orlo di una crisi di nervi d'apprendista varòn in lotta con la mujer che c'ha dentro) è stato molto lusinghiero quando durante i cambi di coppia c'erano donne che venivano spontaneamente da me. eh eh eh ... qualche varon forse l'ha presa bene però. Guillermo è stato molto gentile a correggermi.

    Durante la soirèè alla deliziosa (quanto incustupante... una milonga sauna) Cappella Bonaiuto (presenti tre fotografi appollaiati ovunque coi loro grossi zoom) la "simpatia" tracimante dei carusi non ha ceduto un minuto. Insomma i loro "personaggi" si ispirano davvero alle loro allegre tanganti persone. Cosa buona e giusta.
    Dopo la spettacolare esiBBìscion (meglio dal vivo che su iutùbbe) hanno invitato un po' di donne qui e là, in una ronda muy divertente (a parte il panico da Colosseo che te mira).
    La prima ad essere invitata fu la luminosa Scarlett (omaggio doveroso) che tenne la scena come poche! Anch'io ebbi il mio pedacito (o pizzino?) di giretto sulla pertica Guillermo e pure il baciamano che si deve alle zie... cari ragazzi!
    Tutto il contrario di 'sti tangueri catanesi mediamente (storicamente) poco simpatici. (fatti esclusi i presenti assenti)
    Nessuno di loro, infatti (a parte due amici di vecchia data) ha smentito la misteriosa tradizione per cui "i Catanesi non (m')invitano". Ragion per cui io non vado (da anni) a ballare a Catania. E confermo la mi ragion. (Il BurchiaBboy insieme al suo comparello Speranzuccio filmò tutto e, ovviamente, fu l'ultimo ad andarsene e io e la Brioscia con loro)

    - Scarlettuzza sei stata "la" mujer della soirèe. E' cosa inoppugnabile. Io c'avevo uno dei gran sacerdotini seduto proprio dietro di me e, con grande soddisfazione, ho percepito (live) il suo cedimento! Sappi che sei il mio orgullo (e anche una Nemesi inconsapevole!)

    - Giannicoluzzo ti dico solo che a un certo punto io e ttòsoru Scarletta eravamo al bar a meditare sul lato buono della "messinesità" quando lo spilungo Gillermo si affacciò e chiese a Madame "porfavor, vieni a farti una foto con me?". Alchè soreta tuya mi raccomandò la sua borsa e sparì (come una diva falena) nel vicolo notturno sotto i flash del fotografo per un book da calendario "concesso" all'hermano. Una diva. Chapeau. Non aggiungo altro. Prima o poi troveremo tutti i restroscena su "Novella tanguera" ! ;-D

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  18. @Farolit la prossima volta prova a cambiare serata :) nn vorrei che ti sei beccata la stessa minestra dell'ultima volta (anni fa) :D hihihihi... ti ricordo che mediamente abbiamo 5 serate su 7 giorni settimanali ed in diversi ambienti .. ;)

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  19. Farola, Madonna della Milonga Virtual, devo assumerti come mio agente pissonale! Mai tanta grazia (S. Antonio...) mi fu concessa! La ringrazio e le abbacio tutte e due le mani con gratitudine e reverenza!
    P.S. La storia del Sacerdote me la cunti di pissona pissonalmente, magari nel "confessionale" del Guernica, sotto il batik del Kamasutra! ;-). Cosa appettitosa è, e la voglio assaporare "piddicchio pe' piddicchio"!

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  20. @Giannicò lo so... lo so che la situanza tanguera catanese è variegata. Ma, girala come vuoi, lundedì di qui, martelì di lì la minestra tanguera "pour moi" è sempre la stessa. Vedi ... non è questione di serata, di giorno o di lochescìon. Credo che sia una questione di karma tra me e il tanguero-medio-catanese (il quale se mi incotra altrove - chessò a Roma,a Messina - m'invita. Va' a sapello!)
    Sono sempre pronta a cambiare questo infausto Karma, se mi "capita" di trovarmi in una milonga catanese, attendo sempre fiduciosa e ben disposta che la tradizionale minestra cambi.
    Ma non sono più disposta a farmi 200km di autostrada in tre giorni diversi (di una stessa settimana) in tre milonghe diverse (cosa che feci 5 anni orsono) per vincere il record della tappezzeria tanguera. Grazie ai tangueri catanesi, s'intende, sola non ce l'avrei mai fatta! hi hi hi

    P.S.
    Da quando "studio da uomo" (mi vivo le frustrazioni dell'apprendimento ma mi godo anche le gratificazioni del ruolo tra cui poter scegliere e invitare) vedo le milonghe catanesi sotto un'altra luce: le tanguere-medie-catanesi sembrano molto incoraggianti!
    ;-)


    @Scaretterida sciarmosa non mancherò. Dirò tutto alla prima occasione buona nell'angolo cortigliango. Promiso.

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  21. @Farolita - Guarda che qui (se una donna vuole invitare mica deve necessariamente ricoprire il ruolo dell'uomo) se la donna invita l'uomo .. nn la mettono ne al patibolo e neppure la crocifiggono in sala mensa, siamo di larghe vedute (in linea generale.. anche se le eccezioni nn mancano dalle nostre parti).. anzi .. ti dirò a molti "come me" fa piacere; nn ci trovo nulla di male(sono di larghe vedute in questo) e se un'amica ha piacere di ballare con me, ben vengano gli inviti da donne; e nn sono l'unico a pensarla così (nn dimentichiamo il fattore rilevantissimo 35% uomini 65% donne). Evviva la sfacciataggine.. evviva la sincerità e l'apertura mentale, i "riti propiziatori".. e "le mirade e cabacei"..sono belli pure quelli ci devono stare pure, ma smettiamola di essere fiscali e rigidi, e godiamoci pure il piacere di scegliere "anche senza esser costretti ad aspettare l'invito esplicito". Ringrazio sempre coloro che mi invitano perche so che lo fanno sinceramente ;) e nn ci trovo nulla di imbarazzante soprattutto.
    ;) Giannicola

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  22. Giannicoluzzo, ma fai finta di non capire? Ma come io ti racconto la "mia" storia e tu me ne inventi un'altra.
    Vabbè... ho capito vuoi fare il prezioso (del resto sei tanguero catanese! eh eh eh ) Vabbè dai, appena divento più brava ti invito!

    P.S. poi appena ho più tempo ti spiego la questione "donna che invita l'uomo", non è così semplice come la fai tu, anima santa!
    E tutte 'ste larghe vedute a riguardo a me nun me risurtano. Anzi, fatta l'ovvia eccezione di tangueri amici, compagni di classe, allievi e affini, il tanguero (spesso mestruatissimo) preferisce scegliere (almeno sa chi gli capita) che essere scelta.
    Lo dico da rinnomata "violentatrice" storica delle milonghe della mia ciudad (cheridarella mi può confermare)
    ;-)

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  23. Allora allora figghioli fa friddu non vi riscaldate daaaaiii :D
    Bien...io una me ne feci di milonga catanese, non fu per nulla bella, magari me ne farò altre cento e saranno tutte allergizzanti. Ma potrebbe appure essiri che alla 100unesima potrei divertirmi...eppoi Farola...dai...la prossima volta datti alla violenza, d'altronde potremmo inaugurare il motto "aiutati che il karma ti aiuta";).
    Si, il discorso dell'invito è una storia a parte...lì c'entra tutta una serie di fattori che prescindono dalla rigidità nel tango, secondo me; nell'invito dall'uomo alla donna (o cabeceo-mirada o qualsiasi altra forma di invito "d'altri tempi"), in my opinion, esiste quella velata nota di romanticismo che, ahimè, al giorno d'oggi non è usuale incontrare.
    L'invito dalla donna all'uomo, sempre in my opinion, può accadere in un contesto giocoso, ovvero qualora i due ballerini si conoscano bene...e da qui ne viene fuori quella complicità, anche amichevole, che fa si che ci si possa invitare a vicenda.
    Ma ammia, comunque, me gusta ser mirada...ehhh sono ottocentesca talvolta...che ce posso fààà...

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  24. @Farolita carissima.. sai che x me è un onore bailar con te, nn dimenticare che abbiamo osato Pugliese hihihi, e cmq. nn mi offendo se mi inviti, nn so in quale combinazione tanghera-astrale ci re-incontreremo ma la prossima volta.. sorvoliamo la mirada..noi che possiamo.
    @ThatSmile hai descritto in buona parte il mio pensiero, anche io nn voglio assolutamente perdere l'emozione del romanticismo scatenato dalla mirada e cabeceo, spesso mi sono capitate mirade prolungate.. di + serate.. quasi quasi diventavano consuetudini o appuntamente fissi.. e ti dirò quando poi "tango fù" l'intensità era maggiore, ben vengano.. certo.. sicuramente nn miro + spesso le amicissime tanghere, tranne per motivi di confuscion di sala.. e allora ci si accorda a distanza con l'annacata della testa alla siciliana hihihi, ma ci sta pure questa. Ancor + bello quando succedono cose del tipo.. brano particolare.. e senza mirada e cabeceo ti ritrovi a ballare in pista con colei che sa. li arriviamo ad alti livelli. Besos ;)

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