venerdì, marzo 07, 2008

Cos'è L'amour...?!?

Cari, quasi primaverili, tanghéri, domani è la giornata internazionale della donna.
Colgo l'occasione per fare oggi, causa assenza domani, gli auguri a tutte le mujers e pazienti "seguidore" della milonga.
Posto un video che con il tango a poco a che vedere, forse, prendetelo come una pausa, una cortinas.
...


Il brano è di Edith Piaf “A quoi ça sert l’amour”, sullo sfondo Parigi, la città degli innamorati.
Corto realizzato da Louis Clichy.
Preparate i fazzoletti!

4 commenti:

  1. Bravo Holden, è inutile negarlo i tuoi contenuti sono sempre azzeccati. Per la giornata dell'8 ? le donne secondo me nn devono avere un giorno in particolare per festeggiare. ;)

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  2. Saggio Giannicola!!;-)
    Le donne devono essere amate giorno dopo giorno...
    Besiti
    Dori

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  3. Io non ho mai festeggiato la festa delle donne alla maniera tipica messines/sicul/italiana (ovvero spogliarelli, buddillini, champagnini). Purtroppo una ricorrenza così triste quanto importante scade nel faceto...ma che ce possiamo fà, il business ha sempre la meglio.
    Grazie Holden, per i tuoi auguri...li accetto volentieri, da te, so che non pensano alle mimose o agli spogliarelli vari.
    Mi auguro che tutte noi donne tanghere, nel giorno di domani, possiamo almeno dedicare un minuto di riflessione per tutte coloro che, anzichè andarsene a festeggiare, ci hanno lasciato la pelle...in qualsiasi modo, religione, anche con un pensiero poetico...preghiamo per loro. Magari ballando un bel tango lento...
    Auguri a tutte le femminazze! (compresa la mia nana)

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  4. Grazie Holdenito...
    Il fatto è che la festa della donna non è San Valentino. C'è poco da festeggiare...
    Più che festa, un tempo, era la celebrazione delle lotte di conquista dei diritti (robetta tipo il voto, l'abolizione del diritto d'onore, il diritto all'aborto, lo stupro come reato contro la persona invece che contro la morale etc...)
    Il fatto è che oggi, nel moderno civilizzato 2008, la prima causa di morte (non naturale) della donna (in Italia e ovunque) rimangono le botte del proprio compagno, marito, fidanzato, fratello, padre (di ogni età e condizione sociale). Rimane il fatto che il 90% di tutte le violenze non vengono denunciate per paura vergogna o senso di colpa. Rimane che c'è poco da festeggiare.
    A me piacerebbe "coinvolgere" l'altra metà del nostro cielo (quella buona, quella che non ci mena, quella che ci abbraccia e ci protegge - quasi sempre! - dentro un tango) a rafforzare questa drammatica consapevolezza con una solidarietà forte, un alleanza stretta che comabatta "la parte non buona". Aldilà delle mimose e dei cioccolattini galanti, c'è una fratellanza da ricostruire tra i generi, coi fatti "non violenti". Il tango devo dire è una buona strada di allenza, di armonia posibile, doverosa. Insomma grazie a quei signori uomini che ci fanno sentire "sicure" e "affidate" nel loro abbraccio. E che ci fanno restituire fiducia nel cosìdetto genere maschile e anche in noi stesse.

    P.S.
    Grazie anche a tutte le gentildonne (e nel tango ce n'è tante) non competitive che hanno sviluppato un autentico senso di solidarietà di genere, soprattutto in quegli ambienti che, direttamente o indirettamente, esaltano il senso di rivalità di genere.

    Ci vorrebbe la Festa del Sarchiapone. Quella sì, la festa delle unicità e delle diversità.

    Ci vuole (c'è!) la Festa dell'Abbraccio (possibile tra uomini e donne, tra esseri umani ed esseri umani) e non solo per noi fortunati tangueri!

    Hasta siempre!
    Farola in trasferta a Padova che digita furtivamente dal macinino della sua amica.

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Métempsycose Isabel Camps Laredo Montoneri Gianluca Leone MicMac Giannicola Manuela Anania Sergio La Pigna

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